Quello
che vedete in questa immagine è un frame di un video aziendale
che ho realizzato recentemente. La ripresa è stata fatta da Antonio,
dunque “arrabbiatevi” con lui se pensate che sia troppo scura!

Prendete qualunque manuale di videocamera, qualsiasi libro o sito web
che parli di riprese, e tutti quanti vi diranno di non sovraesporre l’immagine.
In parole semplici quando si effettuano delle riprese, generalmente con
luce molto alta, per esempio all’aperto, può risultare molto
facile esporre in modo eccessivo il fotogramma, e così facendo,
illuminarlo in modo da “rovinare” il video. Molte videocamere
digitali dispongono di una funzione chiamata Zebra Pattern che mostra
delle righe diagonali lampeggianti nelle zone dell’immagine in cui
si sta eccedendo con la luminosità.
A volte, per “eccesso di conservazione”, gli operatori di
camera tendono ad evitare alla follia ogni singolo pixel di svoraesposizione
generando immagini scure, troppo sottoesposte, come quella mostrata poc’anzi.
Persdonalmente io tendo a sovraesporre l’inquadratura per creare
l’effetto di “luce che inonda”, anche in questi video
aziendali...
Se analizziamo con gli istogrammi l’immagine ottemiamo questa risposta:

Concentriamoci soprattutto sul riquadro in alto a destra, l’istogramma
dell’intensità luminosa. Possiamo benissimo constatare che
la maggior parte dei pixel è scura e che l’immagine è
decisamente ben poco contrastata (e non sarebbe stato nemmeno necessario
guardare questo grafico).
Se alzassimo l’intensità degli highlights (“alteluci”),
cosa che si può fare agendo con i controlli relativi oppure effettuando
una compressione sul controllo dei livelli sugli alti:
possiamo arrivare a questo risultato senza eccedere i valori luminali
(di luma e croma) consentiti dai segnali PAL.

Notate come i detagli siano un po’ (più) visibili e il confronto
con la clip originale:

Anche confrontando i due istogrammi notiamo come i risultati siano certamente
migliori nel secondo caso. E comunque siamo ben lontani dall’avere
realizzato uno shot ben contrastato!
Se diamo un’occhiata agli istogrammi RGB separati e al vettorscopio
possiamo notare che le curve dei tre colori sono differenti per quanto
concerne il contrasto (ok per il rosso, meno per il blu e ancora meno
per il verde!).
Possiamo aggiustare questa cosa intervenendo singolarmente comprimendo
ogni singola componente di colore in modo che tutto sia bilanciato. Nel
nostro caso, visto che utilizziamo FCP, faremo uso della correzione di
colore “con contagocce” che automaticamente bilancia le tre
componenti RGB.
Dobbiamo semplicemente selezionare un punto che “dovrebbe essere
bianco” ma che bianco non è. Optiamo per il foglio di carta,
che dovrebbe essere bianco, a rigor di logica.
Fatta la correzione vediamo come il punto di banco sia tale per cui il
bilanciamento porta a spostare il bianco più verso l’azzurro,
come mostrato qui:
L’effetto è quello che potete guardare in questa immagine,
obiettivamente più “corretta” dal punto di vista cromatico:

Se guardiamo l’istogramma delle tre componenti separate, infatti,
possiamo notare come siano (già) più equilibrate rispetto
a prima:
Ma è soprattutto il vettorscopio che ci mostra come questa immagine
rispetti di più i canoni di correttezza.
Guardate questo grafico, vedete quella linea diagonale che parte dal
centro e si dirige in alto a sinistra? Si tratta della componente cromatica
della pelle umana. Ogni essere umano, di qualsiasi razza, ha la pelle
di questo colore, più o meno saturo, ma sempre di questo colore.
Ne consegue che se si riprende il volto di una persona necessariamente
ci deve essere una componente del vettorscopio in questa direzione. Adesso
c’è, se controllate il grafico precedente non c’era!
Bene, abbiamo raggiunto un livello di correttezza e abbiamo corretto alcuni
(principali) errori dell’immagine. Possiamo continuare? Certamente,
ovviamente sempre notando che si tratta di un’immagine ancora troppo
poco contrastata. Questa volta agiamo sui mezzitoni (midtones), prima
bilanciando ancora il bianco (sempre sul foglio di carta), ottenendo questa
“leggerissima” variazione:
e, successivamente, “pompando” un po’ il gamma, come
mostrato qui, in modo da bilanciare il contrasto dell’immagine (troppo
spostato sulle ombre, o darktones):
L’effetto che si ottiene è questo, un’immagine decisamente
più bilanciada dal punto di vsita del contrasto (e un po’
meno da quello dell saturazione):

Che si fa? Beh, semplicemente si pompa un po’ la saturazione per
raggiungere questo (seppur ancora non troppo sufficiente) risultato:

Gli istogrammi sono quelli riportati qui sotto:

Mentre qui potete trovare il confronto con l’originale:

Beh, almeno un po’ di strada ne abbiamo fatta, eh?
L’immagine è decisamente disturbata dal rumore video, caratteristico
dei CCD Canon in presenza di immagini poco illuminate. Si può risolvere
il problema applicando un filtro di riduzione del rumore. Nel video che
abbiamo prodotto abbiamo lasciato la clip così com’era in
quanto era visibile solo per due secondi e comprendeva due dissolvenze
all’inizio e alla fine, abbastanza per permetterci di soprassedere...
Beh, per questa prima parte direi che abbiamo conluso. Cliccate qui
per guardare il secondo capitolo dell’articolo: il conforming.
Nota: l’immagine mostrata in questo articolo si riferisce ad
un video aziendale che ho prodotto per la mia società. Tutti i
diritti riservati e bla bla bla... |