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1.8.2010
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In ordine alfabetico: Alex G. Raccuglia (sceneggiatura, regia, montaggio, produzione, gestione
sito web) Antonio Labanchi
(co-regia, operatore di ripresa, effetti visivi, coreografie scene di combattimento,
assistente al montaggio) Roberta Molinari
(co-sceneggiatrice, scenografia, produttrice esecutiva) Davide Sciancalepore
(effetti di make-up)
Roberto Banfi (direttore della fotografia) Massimo Svanoni
(assistente di produzione, logistica, co-responsabile sito web, produzione del
"dietro le quinte", consulente per il montaggio, rotoscopio) Giada Garavaglia (assistente di produzione, light woman) Sergio Re Depaolini (assistente di produzione, co-responsabile sito
web, audio digitale, rotoscopio) Georgia Oliveira (assistente
di produzione) Marcello Spero
(produzione, logistica, pubbliche relazioni) Andrea Vass (musica) Luca Ardemagni (aiuto casting, microfonista aggiunto, ciak, aiuto lighting,
logistica)
I
principi su cui si basa la correzione del colore sono, essenzialmente,
due: correggere errori verificatisi a livello di ripresa e modificare
la resa cromatica della clip.
La prima esigenza deriva da una problematica tendenzialmente comune: le
condizioni di ripresa non sono sempre le stesse: a volte si è costretti
ad utilizzare due diverse telecamere, altre volte non si possono effettuare
nello stesso giorno (e la luce cambia), molto spesso l’operatore
non rimane costante e, dunque, anche le impostazioni di camera. A questi
inconvenienti di conformità si possono sommare altri imprevisti,
errori di carattere generico che, comunque, portano ad effettuare delle
riprese di “non eccelsa” qualità. Qualunque sia la
problematica di partenza, gli strumenti di correzione di colore sono pensati
specificatamente per (cercare di) porvi rimedio.
Perlerò prima di questo fattore e poi analizzerò il successivo.