Venti Ci, Trenta Ti Cappa Zero Due, Zero Due. Sì, lo so che detta
così potrebbe significare tutto o niente, o forse il codice segreto
di qualche bizzarra cassaforte, o la password per entrare “nel compiuter
della nasa”, come dicono i non-acchers...
Niente di tutto questi si tratta solo di una sigla che identifica una
clip di effetti speciali. 20c perché fa parte della sequenza 20
parte C del mio film. 30 perché era la trentesima scena, Tk 02
perché si trattava del secondo take. Lo 02 finale indica che è
il secondo spezzone che abbiamo preso da questa sequenza per realizzarvi
degli effetti visivi.
Perché vi parlo di questa sequenza in particolare? Beh, perché
in essa c’è proprio la summa di tutto quanto abbiamo visto
fino ad ora per quanto concerne gli effetti speciali realizzati per il
nostro film, abbiamo degli effetti di sovimpressione digitale, motion
tracking, in-frame inspection, maschere mobili, integrazione CG, e movimenti
di camera finti. Tutti in soli cinque secondi...
Ma andiamo per gradi. Di seguito riportiamo, come sempre, la parte di
sceneggiatura relativa alla ripresa:
Angelo lancia un urlo e una serie
di fulmini inizia a colpirlo. Dopo qualche istante i fulmini smettono
di arrivare dall’alto ma partono dalle sue mani, rivolte verso
Chris, e colpiscono quest’ultimo. I fulmini che arrivano dalle
braccia di Angelo sono più intensi, accecano tutto il fotogramma.
Angelo ha un’espressione divertita e crudele. Aumentano continuamente
di intensità tanto che la traccia sonora del filmato inizia
ad essere distorta come se i diffusori stessero per scoppiare. Anche
l’immagine inizia a tremare come se la pellicola stessa uscisse
dal proiettore.
Quando la distruzione sembra non avere più fine la camera inquadra
il volto di Angelo, euforico, che, di colpo, si stupisce. Nero ha
preso angelo da dietro e lo sta sollevando da terra. La mani di nero
si stanno conficcando nel vestito di Angelo, che inizia ad urlare.
Le dita sono dentro il vestito e la carne di Angelo inizia a sanguinare.
Angelo, alzato, sposta le braccia verso l’alto e i filmini non
colpiscono più Chris, ma prima qualche finestra chiusa con
delle tapparelle e poi il cielo. |
Senza nemmeno passare a visionare il materiale possiamo dire che la
citazione del film “Il ritorno dello Jedi” (R. Marquand, 1983)
più che una citazione è un vero e proprio omaggio voluto
e cercato... ;-)
La prima ripresa che abbiamo effettuato è questa:

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Dovevamo innanzitutto aggiungere delle scariche elettriche che partissero
dalle mani e colpissero Chris. Abbiamo dunque effettuato un tracciamento
delle due mani di Angelo:

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A questo punto, per “mascherare” un po’ l’effetto
abbiamo aggiunto dei riflessi lente con delle luci che partono direttamente
dalle mani. Per evitare di fare in modo che l’effetto sembrasse
troppo finto abbiamo aggiunto una variazione casuale dell’intensità
delle luci:

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A questo punto siamo passati ad aggiungere le scariche elettriche, che
sono di due tipi diversi. Questo è un tipo, che parte da Angelo
e giunge a Chris:

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E questo è del secondo tipo. Abbiamo modificato il filtro di una
delle due scariche in modo che puntasse verso una direzione e non si fermasse
a Chris per dare l’illusione di una maggiore potenza, che non si
fermasse al corpo del malcapitato ma proseguisse oltre:

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E questo è l’effetto che si ottiene combinando insieme le
quattro scariche e il riflesso lente:

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Passiamo adesso alla seconda parte dell’effetto. Lo script dice
che Angelo esplode letteralmente dalle mani di Nero. Abbiamo fatto renderizzare
da Antonio un’esplosione generata in computer grafica. Il file video,
compresso, è stato inviato via Internet, abbiamo dunque generato
una chiave di luminanza “uccidendo” il nero:

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Abbiamo applicato questa esplosione nella posizione in cui si trovava
Angelo. Per comodità abbiamo ridotto la dimensione del fotogramma
(purtroppo l’attore che impersonava Nero si è spostato troppo
verso sinistra e la camera non l’ha seguito):

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Abbiamo dunque disegnato per qualche fotogramma una semplicissima maschera
mobile sulle braccia di Nero in modo da dare l’impressione che veramente
l’esplosione venisse generata tra le sue mani. La maschera non è
di grande qualità, abbiamo pensato che non fosse necessario dato
che rimane a schermo per soli quattro fotogrammi:

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A questo punto arriva una delle parti più interessanti, almeno
per quanto mi riguarda: i movimenti di camera: per concitare l’azione
abbiamo pensato di non riprendere il fotogramma nella sua totalità
ma di concentrare il focus dello spettatore direttamente sulla parte d’azione
interessante. Prima di tutto abbiamo inquadrato Nero e Chris, poi, con
un movimento veloce e repentino la camera si sposta verso Nero, a sinistra,
con un gesto così immediato da sembrare, veramente fatta da camera
a mano (io adoro l’indecisione di ripresa, “finta” introdotta!).
La camera torna al centro e poi segue Nero che sostiene Angelo. Poi Angelo
“esplode” e abbiamo aggiunto un movimento di camera verticale
per simulare lo sguardo verso l’alto. Abbiamo anche aggiunto sullo
sfondo il cielo non necessariamente nero replicando due volte la parte
scura del fotogramma. Infine lo sguardo della camera torna vero il basso
e si allontana (zoom negativo) per mostrare anche (la povera?) Rox che
soffrirà per le scariche che giungeranno dall’alto:

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Abbiamo aggiunto dunque le scariche elettriche di colore rosso che giungono
dal cielo:

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Abbiamo aggiunto anche un riflesso lente molto intenso dall’alto
per simulare un bagliore che giunge dal cielo. Ancora una volta con intensità
variabile (caotica?) per incrementarne la violenza:

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Ed ecco la sequenza con tutti gli effetti insieme:

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Cosa manca? Beh, abbiamo aggiunto anche dei piccoli lampi di luce che
rischiarano il fotogramma, per incrementare, un’altra volta, l’intensità
dell’effetto:

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E, infine, abbiamo aggiunto un tremolio alla camera (molto più
intenso quando “esplode” Angelo) per dare, ancora di più,
l’impressione di confusione e concitazione:

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A questo punto mancano solo gli effetti sonori... Solo? ;-)
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