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Il primo giorno di riprese arriva gajardo ed eccitante un po' per tutti. Si gira la scena II. Siamo nell'ufficio della dirigenza suprema di Ex-Machina, nella stanza dei bottoni locale e siamo tanti e variegati. Oltre ad Alex, c'è Patrizia, c'è Gigo e poi tutto il cast tecnico e i vari curiosi: Sergio, Mauro, Antonio, Davide e un'amica di Gigo (sorry per il nome).
La partenza è con il piede sbagliato dal momento che giungo in fretta e furia con la mia mezzoretta di ritardo quando tutti gli altri si sono trovati 6 ore prima per montare tutto; vabbé, ho esagerato… Appro, la struttura tecnica è lodevole: abbiamo telecamera digitale, luci a palla featured by il direttore della fotografia Gigo, ex- fotografo di modelle strabiotte che per qualche ragione ignota ai benpensanti ha cambiato mestiere. Manca solo il microfono professionale bonanza galore ma a tutto c'è rimedio o almeno si spera (si spera di evitare il doppiaggio totale, cosa che oblitererebbe l'anima di ciascuno di noi definitivamente).
L'inizio è caldo, anzi sudato sotto i riflettori che impietosamente ci illuminano sino a qualche strato sotto pelle; Patrizia affronta il make-up con scrupolo e dedizione uscendo dalla toilette addirittura dopo il mio arrivo (il che…) come raccontano anche i suoi più antichi amici non ha mai fatto in vita sua. Gigo cambia maglie al ritmo con cui una stampatrice professional emette rotocalchi e produce vapore acqueo da clima tropicale; siamo in vacanza?
Macché, le riprese hanno inizio e la prima cosa che viene timbrata sulla pellicola digitale è il mio occhio, fermo immobile quasi di pietra (sudata) mentre guarda con disperazione le fatiche che verranno.
L'immagine c'è, ora tocca anche muoversi e anzi avvicinarsi. Arghhh! Io e Gigo consideriamo l'eventualità di una prima storia all'interno del cast con tanto di bacio in diretta mentre Patrizia cammina nervosamente ostentando incazzature più o meno incazzate sullo sfondo.
La telecamera si sposta, gira, i fari pure e qualche volta li prendiamo al volo (budget, sezione ustioni: dramma!) e Sergio intanto balza di palo in frasca ciak alla mano aggiornando l'aggiornabile con una velocità che non gli si riconosce a giudicare dalle sue precedenti esperienze cinematografiche.
Antonio si muove dietro all'occhio (questa volta della telecamera) con una professionalità che ci mette un po' in imbarazzo e che il "giovane regista" Alex iGeamarina Raccuglia non tarda a riconoscere. Davide e Mauro, invece, si improvvisano assistenti totali™ dispensando consigli a destra e a manca e cercando con contorsioni al limite dell'umana comprensione di uscire all'ultimo momento dal campo visivo.
L'atmosfera è positiva dunque ma un accadimento inatteso rompe l'entusiasmo degli astanti, costringendoli a guardare in faccia la dura realtà: se senti puzza tronca! In seguito alla pausa per cambio posto macchina/aggiramento caramba il caro Gigo (uomo banfa, più che Banfi) ha la felice pensata di pestare un rimasuglio poltiglioso lasciato - per carità - in buona fede da un cane del palazzo sulle rispettive scale.
La tanfa che sommerge la stanza dei bottoni è qualcosa di irresistibile nel senso meno felice del termine e tra le altre cose non ci si può permettere nemmeno il totale ricambio d'aria: il rumore di fondo è altrettanto dannoso alla pellicola!
Terminiamo facendo appello alle nostre ultime energie ringraziando il cielo quando finalmente lo rivediamo, con la sua aria ingannevolmente pulita.
Scopriremo giorni dopo che si dovrà rifare tutto causa cambio repentino dello stile di montaggio. H! |
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