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Come potete notare, mentre prima c'era il numero della ripresa, ora il numero l'ho scordato da un pezzo e ho deciso di metterci la data. Ovviamente mi darete dell'ingegnere con i pidocchi che ascolta gli u2 ma di qualche cosa bisogna pur morire, o no?
Insomma, codesto giorno di riprese ci vede milanensi come non mai nei pressi del loco più malfamato (e topizzato) della metropoli, la famigerata cantina del dottor Banfi (che fa un po' professore pazzo a là James Bond). Ne consegue che la trouppa è composta da lui medesimo (ventre compreso e poco compresso), dal gv r Rappucchia e dal suo braccio destro Antò, dalla produttrice Patrizia travestita per l'occasione da Molly 'Nara malaticcia e con tanto di basco artistico e infine dai due attori, Roxe, giovane e tenace new entry e Chrisse, in arte il sottoscritto.
Una ciurma certo più esile in numero che non in carisma.
Ad ogni modo il primo problema è quello di rimuovere il blue screen, così la Molly in ossequio al suo nome, balza sullo scaffale con una naturalezza da equilibrista e tenta pure di lanciarsi facendo piroette verso la parte opposta occupata dal non altrettanto agile dottor Banfi. Intuisco abbastanza in fretta che la cosa non andrà a buon fine e causa assenza di una rete di sicurezza in zona, decido di prendere eroicamente il suo posto.
Lassù l'aria è rarefatta, lassù si sta come sugli alberi le foglie, lassù... ti toccano il culo!!! Mannaggia, mi volto ma invece di trovare un gentil donzella vedo nientemeno che Barbapapà! Antonio se ne sta tutto sorridente con le mani protese e chiaramente parte all'attacco anche il dottor Banfi. In somma sintesi (ehm...), dopo quei dieci minuti di tentativi con tifoseria sugli spalti, riesco ad avere la meglio e lo sfondo si disfa.
Iniziamo dunque le prove ma si ravvisa subito la mancanza di lagrima. Data la natura femminile del soggetto piangente il consueto metodo capuozzo (graguola di pugni in faccia) non viene preso in considerazione, così faccio un salto al vicino campo di calcetto del Milan per racimolare una bottiglietta.
Al mio ritorno le cose sono quasi pronte, se non avviate. Qualche prova, "toglietevi i vestiti", siamo pronti e... non va bene questo, non va bene quello. I due gv r si consultano, si osservano di sguincio, si insultano mentalmente e infine fanno anche una mano al due con un trio di pantegane. Noi siamo in fase di ibernazione avanzata ma, con estremo e innaturale sforzo recitativo ci prodighiamo nella scena.
I comma delle leggi di Murphy riguardanti il cinema dicono chiaramente che quando l'attore è soddisfatto il regista non lo è e viceversa. Naturale quindi che la scena venga ripetuta sino alla crescita della muffa sulla mia barboccia.
La Molly nel frattempo richiama a sé ogni forza residua utilizzando quanto il suo fisico ormai stremato dalla malattia nella fase terminale ha da offrirle per reggere l'asta del microfono. Darà forfeit allo scoccare della mezzanotte, l'ora dell'aspirina.
Comunque il metodo di riprese cambia enormemente a tutto vantaggio del divertimento degli attori: non più scene mozzate da ripetersi a raffica con rischio di dimenticare intonazione, senso e orpelli di ogni sorta ma interi spezzoni iterati da diversi punti di vista da fare invidia a Gassman. Chiaramente i monologhi più difficili spettano a Roxe, ma la fanciulla tiene più che bene, anzi fa sfigurare il vostro attore preferito.
Il momento clou non arriva data l'ora tarda e qualcuno tra i ratti paganti accenna una protesta per poi accontentarsi di rosicchiare in via eccezionale gli abiti del gv r in tutt'altro affaccendato. In compenso qualcosa – ad esempio il fatto che Rox non ha smesso un minuto di tremare – ci fa presupporre che sarà difficile accontentarli per giovedì.
Per ora non ce ne curiamo, ce ne andiamo anzi soddisfatti per la percentuale anomala di girato realizzata in una sola seduta. Il gv r Rappucchio in particolare freme di soddisfazione al pensiero della sicumera che lo sorreggerà l'indomani al telefono con il solito Angelo.
Detto Arde. Detto er Cacozzo. |
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