03/04/2002 - MULINO ROSSO - [ Riunione]
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appendice di
   
Qualcuno molto brutto ma non poi così cattivo mi ha riso in faccia quando ha visto che avevo segnato su un foglio due aneddoti di una delle serate di Skarr.
Non c'è da ridere, è un problema. Io ricordo quello che mi ha detto un amico 10 anni fa ma non riesco a ricordare la data di consegna di un articolo oppure certe perle che ho sentito la sera prima. Lì però è una questione di quantità, non di qualità, specialmente quando Antonio è in vena e fa la serata.
È mercoledì e rinuncio all'attack con Mila e Shiro anche perché la serata è stata rimandata troppo a lungo. La serata del mulino rosso.
La location è la casa del gvr Agr, noto anche come Maestro dove c'è l'impianto Dolby Digital 'so Round DTS Melzo Compliant. Ci sono anche le poltrone ma non sono tante come noi e i casi sono due: o si sta seduti vicino ad Antonio oppure si sta per terra.
Siamo tanti, dicevo, ma potremmo essere di più, nel senso che troppi partecipanti a Skarr mancano e per tanti motivi diversi. Chi è malato, chi ha le prove del gruppo, chi ha le sue cose (ehm, no, non è la solita ;-)) e chi non sa/non risponde. Allora, rega, dove sta l'entusiasmo? Non è mica un lavoro!
Ma parlando di quelli che ci sono, oltre al padrone di casa e al proprietario dell'occhio (dolorante come il sale su un taglio per essere mancato la sera prima, di grandi aneddoti proficua), ci sta un po' di altra gente. C'è l'orsetto con la padrona di casa. C'è Sosso con la Pippa. C'è il Nick con la Katia. C'è Antò, la colonna. C'è Rob Roy, ex-capo mafia e c'è Mauro lavorante da matti. Ah beh, oltre al Rob c'è anche una coppia di bottiglie di Sangue di Giuda, ma di questo parleremo poi.
Che famo, iniziamo? Iniziamo. La partenza del mulino rosso è un delirio geniale e nauseante fatto di montaggio serrato, pezzi di pezzi musicali e contaminazioni di stampo fumettistico. Artisticamente lascia il segno ma tocca arretrare con la poltrona. Il film prosegue sulle note del romanticismo ironico e caricaturato tra scenografie barocche quasi come il mio Occhio e montaggi musical che fanno pensare bene di chi l'ha scritto. E poi scivola su ritmi più lenti e drammatici che un po' mi fanno venire la tisi. Senza lacrima.
Ma sono il solo a pensarla così perché piace a tutti meno che alla Pippi, che ne esce anzi abbastanza schifata salvo che per un intervento sporadico dei Kiss (il cui trucco, mi dicono, ispirerà il personaggio di Nero). Beh, Sosso e morosa lasciano, come pure Mauro ed è a questo punto che entra in gioco il Sangue di Giuda. Che, come il suo, proprietario è un po' traditore, specialmente quando entra nelle vene sbagliate, quelle del giovane regista. Chiunque sia mai stato in Portogallo con lui è infatti a conoscenza dei livelli di loquacità che questo artista dell'ottava arte è in grado di raggiungere una volta ebbro. Il che succede generalmente dopo il primo bicchiere e mezzo di qualsiasi cosa.
Al che saltano fuori una serie di vaccate che non si possono né debbono narrare in questa sede (anche perché avendo il sottoscritto ingurgitato altrettanta bevanda non è in grado di ricordarsele). Insomma è una serata di quelle piacevoli anche se siamo stanchi a sufficienza per pensare di rientrare a casa a dormire, più o meno tutti. Fa eccezione, ovviamente, il gv r che si chiude segretamente nello sgabuzzino per scolare gli ultimi rimasugli alcoolici e passare il resto della notte in bagno. A fare che poi, non si sa.
E la prossima volta sarà IA. Siete avvisati, niente scuse. Kubrick vi sta guardando. Spielberg no, a lui non gliene frega niente.