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Affrontiamo il problema. Sono barocco. Devo scrivere come mangio? Non mi va, perché poi è un macello a levare tutta quella roba senza lo stuzzicadenti. Facciamo una cosa più semplice: io vado avanti a scrivere quello che ho in testa, voi leggete e borbottate. Vi va? Andata, problema risolto.
Questa volta si parla di andare al Leoncavallo a parlare del tetto che ci manca. Ah, non sapete la ragione. Ve lo dico in breve, perché non c'ero. Martedì 02 mentre io ero a cena a grattarmi la pancia la trouppa si ritrovava in exM non solo per fare il provino alla new entry nel ruolo di Nero. Si trovava anche per fare il provino ad Harde nel ruolo del prete che urla incazzato. Passi un urlo, passi uno sbraito, ma alla terza esce uno sciur in mutande sul balcone. Solo che vede le telecamere, si intimorisce e torna dentro. Le telecamere e le luci hanno il loro carisma, perché si vede anche qualche luce che si spegne e la gente che si affaccia all'oscurità modello la finestra sul cortile.
Ma le telecamere, le luci e Antò non possono nulla contro uno che si deve alzare alle cinque: "per favore, la piantate di rompere i coglioni?". Di fronte a certa gentilezza non si può che retrocedere levando il cappello . Fatto sta che da martedì non abbiamo più un tetto per la scena 20c, il che è un po' scocciante dato che prima o dopo dobbiamo girarla, più prima che dopo. Da qui la proposta del Leoncavallo e del suo tetto (l'altro in lizza è quello del Pinci).
Solo che siamo tutti stanchi e anche se la nostra interfaccia di fiducia (h) farebbe il sacrifizio decidiamo per un altro giorno della settimana che viene. Anche perché in questa non abbiamo ancora girato seriamente e non si può saltare ancora.
Ci troviamo pertanto in casa del gvr Agr e anche in edizione limitata; 4 dico 4 per un totale di otto braccia di cui due dell'orsetto, due di Antò e gli altri li conoscete. Mentre gli altri montano la scenografia io perdo tempo a imbruttirmi per entrare meglio nella parte di quello che sta in fondo al binario zero. Devo dire che mi riesce bene, pure troppo e la mia espressione diventa il solito connubio tra apatia e asetticismo passato con la carta vetrata grana pesante .
Dopo qualche tentativo ce la facciamo ma il problema diventa un altro: non ci riesce di sistemare le luci nell'arco di un tempo ragionevole. L'assenza prolungata del dottor Banfi inizia a farsi sentire in modo pesante. Il colore e l'illuminazione non sono il nostro forte. Così giriamo ancora qualche scena con un bell'errore volontario: il cd dei Bukorvi si sostituisce a un altro che adesso non ricordo.
La serata comunque non va avanti molto perché caschiamo tutti dal sonno come pere mature da un pero. Io in particolare sono sderenato dall'inizio settimana e volo a casa alla velocità del bradipo missile. Seguono orsi e antoni del caso.
Il gvr si addormenta sulle scale nel vano tentativo di raggiungere la sua stanza. Sarà accolto l'indomani mattina da dolori lancinanti, quasi da parto e nel tramestìo del risveglio si aggiudicherà l'oscar per la cacata perfetta sulla sedia del pianerottolo. |
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