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La notizia è che il posto del bello di scena non è più mio. Almeno secondo Antò.
La minaccia che ha spazzato via tutto si chiama Gabriele e fa la parte di Nero, ma per comodità lo chiameremo Hanamichi Sakuragi. Potete vederlo dalla foto: è alto, ha la voce profonda di una caverna e fa paura a Biagio, il nuovo ragazzo peloso dell'orsetto. E diverse fanciulle più o meno attempate presenti sulla scena del delitto si sono già innamorate di lui.
[Sono lo sdegno di Chris per le manie di protagonismo.]
Roba da interpellare il mio agente. Cosa che non faccio anche perché nel frattempo arriva la nostra star, la satinica Odilla. Che tormenta i sogni di gloria del nostro regista a tal punto da essere costretta a un doppio abbraccio riparatore. Che durerà fino all'alba di settimana prossima quando il direttore d'orchestra si risveglierà con il solito panico preparto prendendo a sparare telefonate/messaggi/piccioni a tutto il cast in cerca di feedback positivi.
[Sono il dolore di Chris per il dolore attorno.]
È una serata di prove, come si evince dalla striscia nera sopra questo testo e in particolare di due scene che mi riguardano: il mio arrivo nel mondo degli spiritelli e la fase post cartella a fede in cui noto che – ops! - il mio tatuaggio è cicciotto assai. In realtà lo notano i miei due compagni occasionali, Nero e Rox. Dopo che mi hanno notato a barcollare per la strada in cerca di punti di riferimento. Nero un po' se ne sbatte e va a fare un giro, Rox vorrebbe ma la potenza della mia supplica rende nullo il suo [auto]controllo. E si ferma, mi bacia e resta con me.
La nuova tecnica di prova prevede lettura del copione (con enfasi sulla recitazione richiesta espressamente dalla Rosanna) senza parti in movimento dapprima, quindi largo spazio alla fisicità per una seconda tornata. Tutti in piedi per il mio arrivo. Al primo tracollo raggiungo con casualità diabolica il bianco cellulare della bianca fanciulla e in piena trance agonistica lo scaglio a terra salvo poi interrompere. Al secondo tracollo, rotolo, giro, basisco per infine inaridirmi nello sguardo supplichevole e implicitamente comico di Biagio, il moroso di Pat .
[Sono il sorriso di Chris per la comicità spontanea.]
Ecco, è il momento di dire che è una settimana che Pat ha portato il cane in ufficio e che praticamente per tutti e quattro i giorni Biagio ha provato a fare sue le gambe di tutti quelli che si sono trovati a tiro. La sua tecnica è questa: quando uno entra dalla porta abbaia sulla fiducia. Quello, impaurito, cerca di accarezzarlo per tenerselo buono e lui si prende tutto il braccio, anzi la gamba cercando il rapporto promiscuo (capitelo, non è facile chiedere "cosa fa la tua gamba destra questa sera?", specie se hai quattro zampe). Per la verità nel solo caso del gvr Agr tenta anche l'assalto da tergo, ma le ragioni di questa scelta di vita le lascio a voi e al vostro buon senso.
Bene, fatta questa breve premessa vi lascio immaginare l'andazzo delle riprese. Ogni tanto, stavi lì sul limitare dell'oscar e ti trovavi un cane attaccato alla gamba oppure una slinguazzata da orecchio a orecchio (che potrebbe anche fare piacere in altre circostanze). Il problema lo arginiamo come possiamo e andiamo avanti. Ancora due rotolate e finalmente i due mi vedono e mi schiantano contro la più vicina parete. È ovvio che poi l'unica cosa che mi viene da dire è un "io... io" raschiato dal fondo del barile del mio repertorio.
Loro incalzano per sapere da dove vengo e cosa faccio e se la voce di Nero si aggiusta in fretta (dopotutto Sakuragi è Sakuragi) c'è qualche problema sul mio moto di supplica verso Rox. Punto primo non supplico, punto secondo non la convinco a restare e a mostrarmi questo posto. Sarà il bacio.
Dopo le cose stanno messe sinceramente peggio: io colpisco il pavimento accanto al rappuzza che fa la parte di Fede e mi spavento manco avessi mancato la prima della nazionale a Sapporo. Rox sopraggiunge e chiama soccorsi. Dopo un breve dialogo si giunge alla conclusione: "togliti la camicia, cazzo!". Al che vengo spogliato delle mie vesti in maniera alquanto brutale rimanendo solo e biotto e tappetizzato. I due inorridiscono ma non si capisce se per il tatoo che non c'è o per il pelo in eccesso. E pure lo spettatore potrebbe avere qualche problema, quindi il Maestro pondera sul da farsi.
[Sono il gnigno di dolore di Chris per la ceretta.]
Non è che si vada avanti molto, dopo, perché Sakuragi deve tornare in Piemonte mentre noi dovremmo fare una bella riunione circa nuovi sponsor. Dico "dovremmo" perché, chi trascinato dall'amore per il proprio peloso compagno chi dalla stanchezza non ce la si fa mica e neppure a fare un salto al Leoncavallo. Quindi si fanno su le solite valige e si parte in direzione della porta. Fuori piove ma noi siamo uomini duri; Odille ci guarda un po' nella notte poi se ne va. Noi si vorrebbe fare altrettanto ma quell'artista del gvr ha lasciato l'auto sul marciapiede (nota per gli ausiliari che dovessero leggere: targa AGR12345) e un vigilante non da meno gli ha parcheggiato in faccia. Tocca scendere nel garaggio di sotto per pescarlo e fargliela spostare.
E poi andare. E intanto piove. Come in quel film dove saltano sui grattacieli e poi muoiono.
[Sono il rimpianto di Chris per le cose non fatte.]
La vita è un'orgia musicale di dolori che turbina come le pale di un mulino rosso.
E il trucco sta...
Non c'è trucco. |
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