25/06/2001 - MAH?!? BEH??? - [ Riprese]
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appendice di
   
Le premesse sono catastrofiche dal momento che dobbiamo girare nell'appartamento di Patrizia che, nonostante la sua ricchezza anche spirituale in termini di gelato, cedrata e cartoline oseT è pur sempre un appartamento mono in cui una troupe, luci comprese, ci sta un po' stretta. Oltretutto il caldo dell'estate 2001 sta ingranando seriamente piazzandoci in clima vacanza e obbligandoci a boccheggiare dall'unica via di respiro, la finestra antizanzara.
Gigo si dimostra subito felicissimo del simpatico giochillo apparso tra le news del sito e lo dimostra rimanendo tutta la sera attaccato a una pannello circolare per la diffusione della luce che utilizza più che altro come oggetto contundente ai miei danni. Gli attori della serata - a parte l'occhio che sta cianciando - sono Fede e Angelo, che per l'occasione decide di portare anche la signora (disposta come da copione sul capezzale soprelevato, il desco di casa). Il giovane regista, che allo scadere della mezzanotte compirà gli anni, la padrona di casa, il duttile Antonio e infine Davide (attirato in trappola con l'inganno da Mauro) completano la ciurma.
Manca Sergio che nel tentativo di dare 18 esami nel mese di giugno si vede costretto a demandare quello che sarebbe stato il suo compito ad altri: eggià, finalmente abbiamo il microfono extralusso con tanto di giraffa e Davide sembra proprio il candidato ideale, ascelle permettendo.
Le riprese hanno faticosamente inizio nel caldo torrido (la giacca di pelle, vaccaBestia!) in seguito all'arrivo tardivo di Fede, forse scottato dalle precedenti tragiche esperienze. La fatica e il sudore la fanno da protagonisti, oltretutto il faccione di Angelo spacciatore è quasi impossibile da fissare per qualche secondo senza che qualcuno dei muscoli facciali non chieda pietà, scoppiando a ridere (specie se lo si immagina vestito da chierichetto come sarà nelle scene avanzate, post estate).
La serata ha in serbo per me una serie di mugolii, smorfie e monosillabi da far invidia a uno scimpanzé in amore e come se non bastasse devo rifare pure le magre battute che mi capitano. Vita infame. Ma la sezione consigli è la cosa più divertente: Antonio ogni tanto si stacca dalla cinepresa per dare una dimostrazione della scena a dir poco impeccabile e per poco non si decide di riprendere Angelo in napoletano. Gli interventi di Davide, invece, sono molto più sezionati e anche decisamente più ragionati: quando inizia a parlare cala il silenzio di morte e si decide di limitare aprioristicamente il numero dei suoi interventi. A fine serata verrà costretto contro tutte le sue volontà a cantare con la migliore convinzione possibile il pezzo di punta del suo gruppo, qualcosa che ha a che fare con l'anale (dov'è Mauro quando serve?). Il giudizio di Angelo è implacabile: ma ti piace davvero sta roba?
Comunque, a parte il ventilatore impazzito che tenta di fare le solite vittime senza l'intervento del genio del trucco (Davide), a parte le solite combustioni naturali generate dai fari (i danni a casa di Patrizia ammontano a cifre ormai irragionevoli per qualsiasi budget hollywoodiano) e a parte una phonata calda sulla camicia causa sbrodolamento, le cose procedono più o meno lisce sino a quando scocca l'ora fatidica della zucca e Fede è costretto a lasciarci. Finite le sue scene, ciao-ciao, chiude la porta, scende i 4 piani di scale, esce dal parcheggio faticosamente trovato e…cazz, nuova inquadratura illuminante, serve di nuovo Fede!
Telefonata fulminea, si blocca, torna indietro (forse impreca ai danni di qualche automobilista preparandosi per la prossima ripresa), parcheggia e torna su di corsa. Alè, giriamo e di nuovo via.
Sennonché alla fine ci si accorge che mancano due particolari nell'uscita dei personaggi dalla casa (del grande flagello): la valigetta delle merde (quella di Angelo e di Trussardi, un amico intimo dello stesso) e i bicchieri ricolmi d'acqua, utili al drogaggio in cantina, notoriamente priva di canne e rubinetti. Mannaggia immonda; nessuno ha il coraggio di richiamare il povero Fede, ormai eletto honoris causa Attore peggio bistrattato 2001. Si rifarà il tutto giovedì in velocità artificiale.
Il gv r A G Raccuglia (detto Raccuzza) è visibilmente teso, sull'orlo di una crisi familiare come Cameron per Titanic, anche se più che altro si tratta del fatto che nessuno gli fa gli auguri (ma non lo ammetterà mai). Angelo in particolare si ricorda, ci pensa su, poi decide di tener fede al suo personaggio e decide di stare zitto pur commuovendosi in silenzio e segretezza per la sua innata malvagità.
E alla fine si scende ordinatamente le scale nella torrida convinzione che settimana prossima tocca girare nel forno a microonde di Alex, ossia il suo garage. Meno male che prima ci toccano le riprese sul bolide, ancora da decidere…