21/05/2002 - PAROLE, OPERE E MISSIONI - [ Riprese]
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appendice di
   
Non so come dirlo.
Il Rakku osserva fingendosi disperato la fiumana di gente che si riversa senza pietà nel cortile sul retro di casa sua e di altre case. Per questa sera ha avvisato tutto il vicinato e anche qualche gatto randagio che dietro si gira e si fa un po' di casino; contemporaneamente intima a tutti di abbassare il tono di voce, anche quando siamo nel completo silenzio. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Anzi, sarebbe meglio dire alle botte, ma ne parliamo dopo.
Il gv r, dicevo, guarda sconsolato in apparenza ma prodondamente felice tutti gli ominidi che giungono uno in fila all'altro. Non c'è Banfi ma c'è Sir John, c'è Mauro, c'è ovviamente il partenopeo trapiantato a Monza e ci sono un sacco di attori. Tra cui Fede, che non si vedeva da un po', Sakuragi dalla mano bagnata (non lo si può lasciar solo un attimo...), me medesimo e, con il consueto ritardo chic-choc che annichila anche il mio, Odilla insieme a Giada. Giada ci sta prendendo gusto; il ruolo della sfasciamacchine ormai le va stretto ed è pronta da subito a fare a pugni con tutto il vicinato, all'occorrenza.
L'allestimento delle luci si rivela impegnativo; si è scelta come location principale la fiancata della fila di garage a ridosso della macchina del rakku. Nelle nostre intenzioni dovrebbe trattarsi di un vicolo e la vicinanza della telecamera tenterà di farlo credere anche a voi. Vedremo. Comunque, intanto che i registi provano a pensare alla scena, gli attori rileggono e si preparano un filo. Nessuno ha riletto nel tepore della propria casuccia e quindi occorre fare tutto adesso, mentre l'ombra della sera si distende. Le miopie si moltiplicano ma alla fine ce la facciamo.
In realtà la prima parte delle riprese richiede davvero poche battute; si tratta della fase finale dell'inseguimento tra me e Fede in cui finalmente catturo il marrano e gli do la punizione che si merita. Chiaramente la potenza dello Skarr ha in serbo per me una punizione di egual misura che mi scaglia contro il muro e mi restituisce alla camera spaventato com un pulcino.
Si parte dunque per l'inseguimento con la corretta distanza tra i due. Giro l'angolo, gli salto addosso, lo sbatto a terra e gli tiro il pugno. Non funziona. Interviene allora il teatro napoletano e questa volta coglie subito nel segno. Invece che incontrarci subito, ci affrontiamo l'uno in preda all'indecisione l'altro al gusto e poi il primo si volta e cerca di scalare il muro; al che io lo acchiappo rabbiosamente e presolo per le spalle lo scaglio a terra avventandomi sopra. In un parapiglia che sfiora il cinema a luci rosse alternativo lui alza le braccia e io scaglio il pugno sul cemento.
Detto così farebbe anche bello, sennonché ripetiamo una quantità di volte sufficiente a riempire di abrasioni, contusioni e polvere i corpi di entrambi (scoprirò solo il giorno dopo ematomi nelle zone più impensate). Sentendosi giustamente in colpa, Rakku e Antò decidono di vestire i panni di Batman e Robin salendo sul tetto del garaggio e rischiando a loro volta la vita. Riprese dall'alto con rischio di volo: Per mille rospi soffritti in riva al Ticino, Robin, ma quelli si stanno menando - ammo', Batmàn, stiamoci accuorti!.
Rischiano tra le altre cose di farsi beccare da uno dei vicini del Rakku (non ha proprio avvisato di tutto); che sia quello che organizza corse in auto a Bareggio? Nel frattempo sopraggiungono Nick e Katia: direttamente dal loco di lavoro hanno deciso di regalare un finale con brio alla giornata. Stentano a distinguerci sotto due strati di polvere e fanno anche fatica ad abbracciarci...
Comunque alla fine tutto va per il meglio: i due supereroi scendono, Fede va in pensione e Rox esce dal letargo; oddio, aveva fatto finta per tutta la sera di leggere il copione ma come vedremo poi era recitazione anche quella... Sakuragi è troppo distrutto dal fatto che non è ancora il suo turno e partorisce solo qualche battuta e qualche barzelletta che si era preparato prima di venire ma noi gli vogliamo bene uguale.
Ora si riprende la fase post-shock da esplosione; io vengo incastonato in un angolino stretto tra la siepe con la sua microfauna e il muro del garaggio, come se non fossi già abbastanza vuncio. L'idea è che ho gli occhi strabuzzati, sono agitato, sono qui che non capisco cosa sta succedendo; Rox, che a sua volta ci aveva seguiti, sopraggiunge, mi guarda, mi scuote e non sapendo cosa fare va a chiamare il suo fratello maggiore. La scena si rifà da due punti di vista; nel primo caso sono contro il muro che prima Fede cercava di scalare, nel secondo devo stare staccato perché altrimenti non mi si vede. Peccato che Rox scuota con la furia di una tempesta e non so come facciano a reggere i bottoni. Mi consolo con qualche piccolo scherzo a Giada, ciakkista. Viene proprio davanti a me per far schioccare il ciak e poi scappa; cosa c'è di meglio di tenerla per la giacca? Ha uno scatto a metà tra lo spavento e lo stupore e sono costretto a ridere in scena. Si vendicherà tendando di mozzarmi il mozzabile.
Quando riemergo fradicio di polvere dal mio angolino scopro che non c'è proprio scampo e se dalla terra sono nato alla terra devo tornare immediatamente. Finalmente entra in gioco anche Sakuragi, che stava cercando vie alla mummificazione da seduto e ci mettiamo a provare una pagina e mezza di scena a tre.
Io sono carponi che vaneggio, quelli arrivano, mi sbattono contro il muro (serata di botte) e piuttosto che abusare di me abusano della mia pazienza chiedendomi cosa faccio, da dove vengo e quelle cose lì. Poi Rox ha un minimo di pietà e con parole difficili mi spiega come funzionano le cose.
È una scena lunga e siamo al limite; Rox canna parecchie battute, io ne zappo sempre una e Sakuragi non ripete mai due battute uguali, come Paganini. Insomma, siamo stanchi e il campione di basket decide che è meglio andare a nanna per continuare a perseguire il suo obiettivo di sopravvivenza. Obiettivo ben diverso da quelli di Harde, giunto nel frattempo, stranamente silenzioso ma profondamente in disaccordo con lo stop delle riprese, come da copione. In realtà sta solo prendendo le misure, perché ha in serbo un fine serata da spettacolo.
Solo che le sue platee non sono quelle del Bebo Storti che è andato a vedere ma rimangono giusto un filo più elitarie. Le Odille varie, i pallini e gli altri sono andati tutti preferendo le lusinghe soporifere di un cuscino; resistono i fedelissimi. Con il gv r che in preda a crisi di schizofrenia continua a intimarci di abbassare la voce; Harde non può proprio farlo perché è nel climax, specie se c'è di fronte a lui Antò con gli occhioni sgranati. Allora ci spostiamo in vicino parcheggio e lo spettacolo dura un'oretta buona. Poi lo stesso Rakku (probabilmente il produttore) la chiude lì, il pubblico applaude e ce ne andiamo a casa dormendo.
Non so come dirlo, stanotte sono felice.