18/06/2002 - BRASAMENTI ESTIVI - [ Riprese]
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appendice di
   
Di questa sera ho ricordi annebbiati e lontani dal momento che scrivo con un mese di ritardo. Inutile che mi dilunghi con scuse e commenti ulteriori, quando non c'è non c'è, non posso scrivere a caso (anche se qualcuno potrebbe averlo pensato/pensarlo).
Ricordo che è una serata di giugno nel mezzo (anche se sto scrivendo con l'odore della crema solare e non riesco proprio a pensare a come è fatto giugno) e che fa un caldo mostruoso con insetti a profusione sul retro della casa del regista. C'è il faro enorme che ci guarda e ci scalda ma gli insetti sono meno d'accordo sulla poesia di questo periodo: loro si avvicinano golosi di luce e vengono fulminati istantaneamente.
È una di quelle sere che siamo fuori sincrono con il nostro cervello e in particolare questo accade a chi ha stuoli di fan al seguito. Odilla non ingrana neppure a spararle. Prima di Odilla che non ingrana (sto andando a memoria e pure male) c'è il trio composto da me, da Nero e da lei che cerca di tirare una fila di battute recitando. Ci si inceppa.
Io ho scelto la via della non depilazione, quindi invece di stare a petto nudo mi sono infilato in una canotta nera che l'Orsetto mal vede con le mutande di altro colore. Ma il problema è che la canotta non più così aderente come la ricordavo e nella concitazione del momento (“toglitela, toglitela!”) finisco semi-denudato. Insomma, i peli si vedono e non va bene. È allora che mi rivolgo a Nero con l'intuizione geniale: deve tenermi le vesti da dietro mentre mi strappa via la camicia. La cosa funziona e alla fine viene fuori qualcosa di decente.
Rimane il fatto che la serata è calda da morire e si conclude in modo veramente agonizzante. Si cerca di tirarla finché si può, insomma, e i registi decidono di tenere buono anche quello che normalmente non lo sarebbe.
È giugno e la nostra percentuale mensile non è in pericolo, ma...