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La situazione-memoria peggiora nel senso che ho lasciato correre ancora del maledetto tempo e le conseguenze si fanno davvero devastanti. Peraltro - e qui mi smutando in maniera colossale - confesso che le prima pagine de L'occhio erano scritte pure con qualche ritardo e soprattutto senza data (che è stata chirurgicamente aggiunta 7 mesi dopo!).
Vabbé, ricordo di questo giovedì (ho controllato sul calendario) che l'obiettivo è quello di girare la clamorosa scena post-risveglio nel mondo degli spiriti. Ma c'è un particolare. C'è stato nelle settimane precedenti un altro trambusto nel set: la cara (il gvr ha aggiunto altri aggettivi di persona) cugina di Mauro ha deciso di fare il nido altrove rendendosi indisponibile per la parte di Gil . Era già stata girata una scena, quindi l'incazzatura generale è salita ai livelli, comunque, insulti a parte si è deciso in fretta e furia di provinare tutto il mondo. Nella fattispecie ho contattato mia cugina e il gvr ha provveduto a recuperare Camilla, già protagonista di un video di lavoro.
Bene, pim-pum-pam, abbiamo fretta, la serata del provino è questa. Si fanno due prove, non c'è entusiasmo ma la Camilla va bene e si decide di prenderla in carrozza al volo (defenestrando la cuginetta mia povera senza possibilità di audizione). Insomma, dobbiamo fare in fretta. Già che la tipa è qui, facciamole fare un po' di gavetta. Così si aggrega in un viottolo marcio a fare qualche lavoro di contorno al set e/o guardare.
Dal punto di vista recitativo, però, è un'altra di quelle serate nere a rendita 0. Odilla ha in mente il suo spettacolo teatrale a venire, Nero ha voglia di muoversi più di quanta non sia necessaria agli occhi dei registi. Io mi arrotolo su me stesso in cerca di un po' di rincoglionimento post-viaggio. Ma le parole non escono da sole come dovrebbero da labbra arse da sete e caldo; di liquido se ne vede solo in versione salata uscire dalle ascelle di Arde perennemente sollevate a reggere il sacro microfono (no, l'orsetto questa sera non c'è).
Si ride poco, c'è scazzo, voglia di finire . Qualche spettatore occasionale passa sulla strada sopra le nostre teste e ci rivolge la solita domanda. Neppure il fare un po' i divi ci fa riprendere energia ma si tiene botta. Il colpo di grazia ha da venire, a breve. Due tizi sostano poco distanti mettendosi pacifici a osservare; segue un tipo in auto con donna al fianco. Musica alta, indistinta ma disturbatrice, che penetra sin nel cono del microfono direzionale. Non va bene. Gli diciamo di tacere. Sta al gioco per dieci minuti, poi si rompe le palle, si allontana di cento metri, alza la radio e la sua donna scende e si mette a pisciare in mezzo alla strada.
Niente, è un colpo di grazia. Odille atterra come un rapace sul ratto che esce dal cespuglio e afferra la possibilità di tornare a casa a dormire. Il gvr non insiste, è stanco anche lui. Somatizza l'osservazione di Camilla ("ma qualche volta ci si diverte?") e cerca di reggere alla meglio l'insistenza mia e di Arde per portare a casa qualcosa. E già, perché la serata è tutto fumo, si decide che bisogna rifare tutto. Anche l'idea di girare due minuti di compenetrazione di corpi tra me e il tram sfuma come vapore acqueo e ci arrendiamo.
È una serata da sconfitti.
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