25/06/2002 - PISCIATE N' CULO - [ Riprese]
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appendice di
   
Adesso non ho ancora deciso se tenere o meno il titoletto; diciamo che se comprendete al pieno queste parole la risposta è senz'altro positiva, altrimenti vi terrete la domanda per sempre. Ruvido.
Ci eravamo lasciati con una piccola ferita somatizzata dal nostro gvr Agr che in cuor suo, nottetempo, si sarà scervellato a trovare qualche vendetta subconscia. L'occasione gli si presenta nel weekend, quando Giada, la procuratrice di tutte le Satine se ne salta fuori con un'altra sua osservata speciale.
Giada in queste ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni, si è avvicinata sempre più al film, come un'ape all'alveare in cui non è nata. E da costola-autista di Odilla si è trasformata in breve in una delle collaboratrici più tenaci e tuttofare. La vedremmo bene anche con il catering, per il momento ci delizia con ciak, minacce agli intrusi e varie occorrenze da produzione.
Ebbene, nella veste di produttrice si è resa protagonista di qualche telefonata incisiva al gv R che lo ha convinto a effettuare un nuovo provino contro tutte le regole etiche. Il clan satinico è destinato a ingigantirsi.
Si presenta allora questa nuova fanciulla in abiti grunge a vita bassa e capelli sul medio scompigliato che nemmeno l'Orsetto. Ha l'esperienza di un anno alla scuola teatrale delle satine più una sortita per conto di Mtv in oltremanica, ma non ci sono palle che tengano, si mette alla prova (e non potrebbe essere altrimenti). Calza immediatamente nella parte di Gil e ancora più nitidamente nel cuore di Antonio che decide immantinente di riservarle il posto d'onore per il suo prossimo film. Insomma, è giovane e apparentemente più volenterosa di Camilla, così il cast non ci pensa due volte. In questo momento la bionda amica del Palla cessa di far parte del cast vantando il peggior parziale della storia di Skarr.
Nella mia mente si ripete qualche scena del doppiaggio Sborling Hills tanto caro a me e a qualche altro amico mio. Assortiti come siamo - non l'ho detto, ormai ho perso l'abitudine: oltre a me, il gvr, Antò, Luca il matto, Giada e, appunto, Stefania - ci riversiamo nella prima via del tram che becchiamo con lo scopo dichiarato di farmi morire. Il piano è il seguente: Chris, piazzati al centro della strada e quando arrivano le macchine inizia a fare lo scemo fino a quando non te lo diciamo noi. Insomma, se non vengo stirato ci pensa la polizia.
A parte le banfe, la scena è proprio quella del risveglio, solo, sperduto, in mezzo a una strada non mia. Ci devono essere i fari e io devo muovermi incredulo, come ubriaco, in cerca della sponda che mi darà la salvezza. Ma sono in mezzo, le macchine passano davanti e dietro e quando mi giro - AHHHHH! - il tram senza che mi possa scansare. Solo che dato che l'orario è tardo e ci sono le luci elettriche nel buio non si può esagerare con gli effetti speciali (non abbiamo 10 anni per terminare il film!), così le auto devono essere vere.
Le sento discretamente vere mentre mi passano rasente senza rallentare, appena uscite da una rotonda cieca e per contro io non sembro molto vero cercando di evitarle e restare al mondo. Prima o poi mi prendono, lo so. La concentrazione cala ulteriormente allorché qualcuno rallenta e mi osserva penetrante cercando di capire cosa abbia e dimenticandosi la telecamere sul lato opposto. C'è anche della polizia ma alla fine non ci da problemi eccessivi. Ciò che offre qualche difficoltà addizionale è la scena fatidica della compenetrazione. Mi devo voltare e spaventare di brutto, urlando. Ci sono due riprese da fare e mentre di lato la cosa si fa, pur con qualche figura di merda, di fronte è più impegnativo: il tram passa ogni tanto e servono delle luci frontali.
Si ripete con qualche auto (e alè) e poi becchiamo proprio il mezzo pubblico ma lì dev'essere buona la prima. Loro cercano di schiacciare il più possibile l'inquadratura ma io mi metto a sbraitare quando il tram è troppo lontano: il rischio della frenata è troppo e rovinerebbe tutto e il multone è in agguato.
Bene o male, comunque anche questa sessione difficile è portata a casa e lo sforzo è valso. Ma nel rientrare cadauno nelle proprie dimore ci sorge il dubbio: sin dove può arrivare il comune obiettivo dell'opera pazza che stiamo portando avanti? Dove sta l'orizzonte del lecito? No, non parlo di figure di merda o multe dell'ATM. Quelle cose aggiungono al sapore dell'insieme un po' di cannella. E non immaginate quando io adori la cannella...