08/07/2002 - TRENTAQUATTRO - [ Generico]
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appendice di
   
Come potete notare dalle date è un periodo di magra per il film, soprattutto considerando che anche questa sera non si gira. La ragione è semplice: Odilla ha la recita di fine anno con il gruppo teatrale Quelli di Grock e l'impegno è eccessivo, il film rinviato. Possiamo quasi permettercelo.
Questa è la serata della prima e ci sembra il caso di presentarci in rappresentanza: io, il gvr e Harde, che non ha intenzione di pagare. Il puntello è a casa del regista che si presenta con un mazzo di fiori enorme: la serata si prevede divertente. Come non bastasse la figura del nostro con questo enorme dono a nome di tutto il cast tra le braccia ci pensa Harde a estrarre dal repertorio un'altra figura che resterà negli annali della comicità spiccia e sfigata di provincia. Avete presente il Toso, il re di Villastanza, colui che nella parte di Leo non riusciva proprio a ridere? Insomma un uomo tutto d'un pezzo, duro come la roccia. Ebbene, Harde ci comunica candido che domenica è andato a Gardaland. Immaginatevelo sempre duro e ruvido ma con un cappellino colorato di quelli con l'elica indossato controvoglia e un leccalecca gigante piantatogli in mano, magari dei calzoncini alla zuava pià grandi di due taglie. Scoppiamo a ridere in piena tangenziale salvo arrestarci solo alla telefonata di Giada.
Harde la punzecchia un po' e si preoccupa per l'eventualità del biglietto. Davanti al teatro - tra le mani di Ale sempre il mazzo di fiori gigante - cerca tutti i possibili ingressi di riserva. Alla fine, mentre il gvr offre l'ingresso a questo povero uomo senza possibilità di prelievo del sottoscritto (in totale 34), H si infila in mezzo alla folla e riesce a passare senza essere bloccato (avrà il terrore delle maschere e frenerà più di una battuta durante la serata per paura di essere scoperto e incarcerato).
Noi lo seguiamo a breve e si presenta immediatamente l'occasione per uccidere la povera e ignara Giada. La stessa approccia con un bacione da un minuto buono sulla guancia del nostro regista il quale risponde con un "eddai, poi loro due dicono che mi vieni dietro!". Momento di panico, si guarda attorno come un leprotto che odorato il pericolo vuole tornare in fretta nella tana poi Harde "non ti preoccupare, Giada, vai per la tua strada". Non la vedremo più per tutta la sera, impegnata a lato pista con la telecamera.
Vabbé, dopo qualche altra banfa (tra cui una bellissima sul ballerino che è stato con l'Estrada; Harde, dopo averlo beccato mentre faceva il ficone con le amiche della sua donna lo apostrofa: "pensavi di averla messa nel culo a quello dei tappeti, eh? Poi è arrivato quello coi soldi e l'ha messa nel culo a te!"), lo spettacolo ha inizio.
Non sto a descrivervi la cosa, certe cose vanno viste, per parafrasare Linch, ma il risultato è il seguente: troppo tirato per le lunghe, si nota che è una prova di fine anno ma gli attori sono di qualità. Nella fattispecie anche la nostra satina se la cava di lusso e non canna neppure una battuta. Al che giunge il momento del premio. Il gvr fa il timidone cercando di nascondere da qualsiasi parte l'enorme mazzo di fiori. Odilla non si vede e tocca salire sul palco. Il gvr mugugna ma viene spinto di forza da Harde e lo seguiamo sin negli spogliatoi. Passiamo rasente a tutti gli attori cercando Odilla.
L'attrice ci vede, la salutiamo facendole i complimenti, poi scorge il mazzo ma non ha molte parole. Raccu che non può fare altro glielo porge. Muttley - che è rimasto fuori - sogghigna come un pazzo. Cerchiamo di allontanarci il più possibile dalla zona e quando la satina ci segue abbiamo ancora la forza per chiedere se viene a bere qualcosa. Niente, non concede. Giada neppure e così si esce in preda ai crampi allo stomaco in cerca di una gelateria come si deve.
Il resto è una tranquilla serata tra amici ma ogni tanto se mi scoprite a ridere impulsivamente potete indovinarne la ragione.