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| Tema in classe: racconta quello che hai visto lunedì sera. Usa parole tue ma non scrivere tanto perché non serve ad alzare il voto. Festa-festa-fino-al-mattino. No, fino al mattino no, ma è una serata di festa comunque, perché siamo tanti tantini, anzi tantissimi, di tutti, di più. Così molti che un singolo occhio non può vederli tutti (tanto non si ricorderebbe) ma ci prova lo stesso, con un po’ di animo. PS Ehi, questo nuovo episodio è diviso in puntate, clicca sul personaggio che preferisci e gggoditi la lettura!!! gvrAgr - Antò - Harde - Sakuragi - Satine - Giada - Orsetto - Simone - Giorgia - Giulia - Stefano - Gabriele Gambalunga e Barbara Gusmeri - [Alex G. Rappuzza detto Lilo] <-Il gv r Agr ha una giornata che non viene fuori come deve nel senso che doveva andare al cinema a vedere Metropolis un po’ anche per verificare se abbia o meno qualche somiglianza con Akira. Non ci va perché è senza tempo e con quello spirito osserva torvo Chris che se ne esce per andare a mangiare alle 20.45 quando l’appuntamento è fissato per le 21.00. Lo osserva torvo, due parole di scazzo, ma deve parlare con i capi e non si ferma; qui la memoria storica ha un buco, ma è probabile che il nostro parli e nel mentre accolga una ad una le persone che entrano da quella porta lì, al solito loco di ritrovo. Non è che le saluta proprio tutte, ma lui è il regista, su altri registri e deve pensare all’organizzazione. Conduce tutti fuori, a grappoli e guida la mandria sino al via del tram (o del tramonto) che giace poco lontano, si direbbe appresso al loco di ritrovo. Inizia lo stress del prendere le redini del gioco. C’è da piazzare la telecamera con l’amico Antò, c’è da strigliare la gente che parla, c’è da braccare gli attori che sono in scena. Giù il braccio, partenza. Gli attori attraversano a rischio della propria vita la strada e la cosa si vede anche un po’, ma proprio non se ne può fare a meno; macchine troppe. Poi si passa alla cosa difficile, o almeno questo è quello che salta fuori da quell’asino di Max che non riesce a non sembrare legnoso. Il regista si interroga sul da farsi, tenere lo shot sino a che punto?, rifacciamone una, rifacciamone due, le cose non migliorano. Il Max non capisce da che parte si deve girare, non becca nemmeno i tempi e tutti qui si mettono in testa che devono dire la loro, non va bene. La piramide deve stare in piedi e il faraone deve riprendere il comando. Così è, tutti zitti al loro posto e si riesce a chiudere anche questa. Poi c’è il lato divertente, tutte queste comparse tirate su da ogni dove, da piazzare come pedine semplici su uno scacchiere [deve ricordarsi di prenderne i nomi, ci sono i titoli da riempire…]. C’è quello biondo che è matto come un cavallo, troppo divertente; ne rifacciamo qualcuna così lo sentiamo di nuovo improvvisare. Anche questa va, ne mancano ancora un paio con interazione tra gli attori. Si tratta solo di mettere la camera nel punto giusto e poi… quella satina di Odille se ne vuole già andare. Non si fa, non va bene, si resta qui e si finisce. Anzi, si cerca un altro posticino e si finisce. Tutti in auto, veloci. Ah, questo va salutato, quell’altro come si chiama?, tutti via quelli che non servono, tutti in auto quelli che restano. Un po’ di gara per le strade e poi si arriva. Il vicolo indicato da Harde non sembra male, c’è da spostare le macchine lì. Lui banfa di arrivare prima, ma il regista è più furbo e veloce. È stancante ma la gente ormai ha poca birra in corpo e non fa molto altro chiasso. Certo, anche gli attori sono andati, non quanto l’altra sera, ma andati. Harde sta zitto, meno male. Nero si lamenta un po' perché non imbrocca, glielo facciamo rifare e pazienza. Poi diventa la 1.00 e non si può proprio dire alla gente di restare. Pace, quant'è la percentuale?, domani mattina si lavora presto, tutti a casa. [Antò] <-Il coregista trova anche questa sera la strada di Milano, contro tutte le previsioni e contro la raccomandazione di sua moglie, che lo vorrebbe a casa per evitare il pericolo. Entra in exM e si trova dinanzi un mare di gente; al che un po' basisce, poi guarda interrogativo il regista e cerca un po' di conforto. Discutono e partono. Per strada incontra quel rompiballe simpatico di Harde, così per caso, che lo rapisce e lo porta con sé per vedere un cappello. Ma c'è poco tempo per l'aspetto goliardico, è una dura serata di lavoro per lui: non si stacca un attimo dalla macchina da presa se non per redarguire quell'asino di Max che non riesce a farsi attraversare dalla gente in modo credibile. Dopo un buon quarto d'ora di spiegazione interviene Alex, come al solito, e blocca tutto. Caspita, ultimamente lo fa un po' troppo spesso, un giorno avrà un film tutto suo e farà tutto quel cavolo che vuole. C'è da lavorare e duro anche sul secondo set, non c'è proprio modo di staccarsi dalla telecamera: qualcosa gli suggerisce che non è il caso di andare a prendere l'anguria, dopo, è troppo tardi, e poi non è mica detto che becchi la strada subito... [Harde detto Stitch] <-Il sacco di merda per eccellenza non sa che pesci pigliare questa sera e vuole dimostrare che riesce a divertirsi ancora facendo il film, così prende la macchina e fila a Milano, a cercare la gente. La trova poco distante dal parcheggio ed è felice come una pasqua quando si presenta a una delle nuove comparse: "Ciao, Giulia" - "Piacere, Kenshiro". Mentre si augura ancora che la sua morosa non lo venga a sapere si allontana con Antò per mostrargli un cappello in auto e farci due chiacchiere. Antò è proprio simpatico, non c'è niente da fare, nonostante lo schieramento politico è proprio impossibile non volergli bene. Fossero tutti come lui... La serata è ricca di persone ed è proprio il caso per Harde di chiacchierare con tutte, per vedere cosa salta fuori. C'è quel matto di Simone che ha in mente un po' di posti dove farlo suonare, ma Harde risponde disilluso: una volta diventato grande ha capito che la merda è ovunque, impossibile scansarla (da cui l'acquisizione del suo amato post-fisso). Il pubblico non pagante aumenta quando un paio di curiosi si fermano a guardare e il nostro coglie l'occasione al balzo per chiedere loro se vogliono fare le comparse ed eventualmente verificare nelle loro dimore la presenza di robot da liberare. Poi l'uomo ciccio in preda alla seta ha una visione: di chi è quella bici gialla? Ovviamente dell'orsetto giunto nel frattempo. Ed è allora che si mette in sella diretto al bar vicino; farà diverse vasche evitando di schiodarsi sino alla fine tanto da prendere parte al film in ruolo di comparsa/cameo/errore voluto. Il finale è momento difficile: colto alla sprovvista da un lungo bacio di Giada il povero iconoclasta mi guarda più che altro per sincerarsi del fatto che non stessi guardando. Ne rimane deluso e farfuglia qualche tipo di frase giustificativa che volontariamente non memorizzo. Al che, indeciso se propendere per il suicidio dovuto all'imbarazzo oppure alla vergogna infinita per l'ipotesi di tradimento, si stabilisce su un paletto e vuoi per il godimento vuoi per la stanchezza non si sposta neppure da lì, passando al ruolo di secondo narratore silente. Le sue ultime parole sono imprecazioni rivolte al ladro dell'anguriera che tiene dei prezzi ingiustificati. [Sakuragi detto Nero] <-Sakuragi si becca i suoi soliti chilometri infiniti per giungere nella Milano che considera tanto attraente e piena di occasioni. Ha la fortuna di iniziare alla svelta a recitare, deve attraversare la strada con la bella Odille ma ha la sfortuna di non avere più nulla da fare sino alla seconda parte. Si piazza in un'angolo della strada per stoppare la gente che fluisce (fluirebbe) disturbando. Si prospetta una di quelle sere come sopra il tetto, priva del fuoco dell'arte. Per fortuna non è così e c'è da trascinare quel sacco di patate di Max. Non solo. Poi si gira anche nella seconda location e ha una bella idea: quella di introdurre un minimo di colluttazione nella scena per renderla più vera. Vorrebbe fare anche di più, vorrebbe muoversi avanti/indietro, dire le cose a modo suo, improvvisare senza ripetere due battute uguali ma non gli viene concesso. Ed è allora che sbuffa frustrato: a Roma riuscirà a sfondare e prima o poi a dimostrare che il vero cinema è come lo intende lui. Finalmente arriva il momento di sbaraccare da una serata non certo al meglio del divertimento. [Satine] <-Se quella delle satine è una categoria, di Satine originale ce n'è una sola. Fa la sua parte poi si mette a bordo pista a curare le luci della sua auto. Max non ci imbrocca e inizia a scocciarsi: non si può perdere tutto questo tempo. Cerca di intervenire a modo suo: chiama l'amico Stefano, compagno di teatro e cerca di provare un esercizio utile a evitare le persone. Ma non è esattamente quello che ci vuole e Alex riprende il controllo della situazione. Vabbé, lei ci ha provato, l'importante è sbrigarsi. Per dare una mano, prova a far spaventare Max proprio prima della sua entrata in scena. Ha senso. Sorride palesando un pelo appena visibile di soddisfazione quando Nero fa due avance; non può fare la scazzata, c’è di mezzo il biglietto per Roma e poi è divertente vedere tutti questi mosconi inutili che girano attorno. La fa sentire bene. È quasi mezzanotte quando finisce la seconda parte della serata e tenta la solita giocata: siamo stanchi, andiamo a casa. Niente, il regista non vuole concedergliela, bisogna resistere, allora muoviamoci! Si mette d’impegno nell’altra via ma Nero stenta e allora sbuffa: non è possibile, è già tardi!, quante riprese ci sono ancora? Quando scocca l’orario fatidico schizza via veloce con Giada e gli altri, quasi senza salutare. Sorrisi a tutti e via. [Giada] <-Giada è soddisfatta. Questa sera il suo clan è particolarmente carico: lo si legge subito dai suoi occhi nella stanza di ritrovo. Certo, il suo pezzo forte le da qualche problema; Odilla è al centro dell’attenzione, sbaciuccia e si fa sbaciucchiare, bisogna starle dietro, la boss deve stare in cima. Con un po’ di affanno ce la fa. Comunque ora c’è anche Giorgia che sta venendo su bene, ci sono Giulia e Stefano, il clan si allarga, bene, molto bene. Questa volta cede il ciak a Odilla anche se lo vorrebbe sempre suo, è una questione di simpatia. Urge intervento, però, laddove Max è carente: non sembra crederci, diamogli una buona spinta. Poi torna al suo ruolo consolidato, abbracciando l'Odilla sempre stanca e cercando di tenere le redini. [Orsetto] <-Orsetto chiama base, orsetto chiama base. Orsetto a rapporto. L’orsetto di Skarr arriva alla base qualche decina di minuti dopo l’inizio. Un po’ sul trafelato, giornata caotica come sempre. Tocca subito dare una mano ma lei è abituata e problemi non se ne fa: prendiamo il trucco e conciamo per le feste Nero. Ma il momento topico è all’arrivo del microfono e delle cuffie: evviva, ci sono anche quelle! Vabbé, è ora di dormire che domani è un’altra giornata di lavoro! [Simone] <-Simone non si fa problemi, così, in generale. Prende il pullman e viene allo stesso posto dove giovedì scorso gli hanno dato buca, sempre sorridente, senza un minimo cenno di scazzo. La sera si preannuncia allegra, c’è tanta gente, c’è posto per fare casino. Poi quella che sembrava una cretinata in realtà è una cosa più organizzata del previsto. Quell’altro pazzo di Sasha che l’ha lanciato doveva avere ragione. All’inizio si sente un po’ fuori ma ancora una volta non si fa problemi e piano piano viene il suo momento. Nel frattempo fa un po’ di tutto, dando il meglio di sé quando si tratta di tenere la gente fuori dal campo della telecamera. Ma il topico è quando entra in scena con Giulia al fianco (ehi, ci sono un po’ di fanciulle questa sera!). La cosa esce talmente bene che si decide di rifare qualche volta. Lui continua a ridere, è felice. Poi pazienza se nessuno gli da il passaggio in auto ed è costretto a rincasare prima. Lui non se la mena. [Giorgia] <-Giorgia sta seguendo le stesse orme di Giada. È partita tranquilla alle riprese nel seminterrato ma ha tutta l'aria di voler fare carriera. Oddio, inizialmente è anche puntuale poi pare che una telefonata diretta di Odilla le abbia ingiunto di lavorare sui ritardi per portarli almeno attorno alla mezz'ora. Giorgia è efficacie nei panni di assistente alla produzione ma devastante in quelli di fotografa: pare impazzita, scatta a tutto e a tutti, quando meno te lo aspetti ti ritrovi un flash in mezzo agli occhi. [Giulia] <-Passa volontariamente di qui stasera, entra in quest'ufficio di pazzi e si trova un po' spaesata: nessuno la saluta, nessuno si presenta, stanno tutti parlando di altro e non di cose che la riguardano. Ho fatto bene a venire? - si chiede con sguardo perplesso. Beh, dopo qualche passo la situazione migliora: dare una mano non è poi così male e la situazione è curiosa. [Stefano] <-Nella vita è programmatore come - si è scoperto - una buona parte dei presenti anche se non sembra felice come Simone si stare attaccato al monitor all day long (ma Simone è matto). Nella vita è anche attore teatrale assieme a Odilla anche se questa sera gli tocca una particina di comparsa. Non si fa problemi, cerca di non darne a quel regista che sembra uno molto impegnato che la sa lunga. Si adatta anche a fare l'uomo pannello e poi frana nel sonno più totale, obbligato com'è ad aspettare che Odilla finisca la sua parte per tornare a casa. [Gabriele Gambalunga e Barbara Gusmeri] <- Gabriele e Barbara stanno tornando da una serata divertente ma tranquilla nel mezzo di una serata settimanale, di quelle che conviene andare a letto presto che la mattina dopo altrimenti sei steso. Camminano tranquillamente quando per la via vedono dei fari, della gente che gesticola con aria importante. Si fermano un attimo e notano una telecamera. Un tipo con la camicia verde li nota e un altro con la camicia rossa e largo il doppio si avvicina per spiegargli che si tratta di un "film di merda" e che se vogliono possono partecipare come comparse. Ok, Gabriele ci sta anche dentro diretto, Barbara ci pensa un po' su poi decide che non è il caso di tornare da sola. A loro spetta il compito di passeggiare come facevano prima, anzi un po' più staccati e tocca pure stare a controllare il punto di partenza e altre cose così. Vabbé, carino, per una sera si può anche fare, poi c'è quello con la camicia rossa che continua a sparare cazzate... Max è nascosto dietro ai vestiti, questa sera. Ripete ripete ripete, come un asinaccio il tema sbagliato e cerca di raccontare in qualche modo la scena che vede. È all'inseguimento disperato dei particolari che scappano, delle sfumature che sfuggono e scrive come un pazzo per cercare di allargare il retino e catturare tutte le farfalle. Ma sa che qualcuna è riuscita sicuramente a svicolare, qualcun'altra ha l'ala spezzata. Lo sa, allora ripone la penna e tace. |
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