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Giorgia ha imparato. Questa sera è lei l'ultima nella lista delle satine ad arrivare, tanto che addirittura Odilla in persona è un poco scocciata. Questa sera è anche l'ultima della serie pre-vacanze, la seconda del duetto voluto dal gvr in misura punitiva rispetto alla debaclé della settimana precedente . Ovviamente non siamo quelli di ieri, pochi matti hanno sopravvissuto al duplice impegno o quanto meno qualche nuovo acquisto non è stato invitato. La necessità è quella di finire la 7; Nero ha già dato tutto ieri e oggi è già al mare che si diverte pensando a Odilla.
Faccio da co-pilota ad Antò per condurlo laddove neppure le mappe che scopro sulla sua auto lo porterebbero: sul marciapiede a fianco della location. Arrivano gli altri comprensivi di satine in numero di tre. A parte i soliti c'è anche Sir John, cioé il Palla, un uomo la cui programmazione degli impegni lascerebbe di stucco anche un presidente del consiglio (e del buon governo). Si adatta al pari di tutti a fare di tutto, in questo caso l'uomo pannello e si sceglie una posizione strategicamente scomoda. Proprio all'ingresso della via si ritrova a fare da frangiflutti contro gli occasionali passanti.
Uno di questi arriva spavaldo in scooter, si ferma, ci guarda e chiede cosa stiamo facendo (fin qui...). Poi, dato che nessuno lo caga, incalza tentando di rompere la barriera con frasi del tipo "non ci credo, non sembrate di Italia Uno..." come a pizzicarci. Nessuno lo caga ancora e resta lì un po' a guardare con la faccia delusa per poi chiedere al Palla se ha del fumo. Niente, esaurito il pur ricco spettro di argomenti disponibili, si inabissa nella tristezza allontanandosi alla velocità del bradipo missile.
La posizione scomoda del Pallino gli procure anche qualche vantaggio : riesce ad esempio a infiltrarsi non visto nell'auto di Antò per immortalare la ragione del suo conclamato successo con le zanzare (di cui questa via - causa aquitrino limitrofo - è colma). Si tratta di un profumo dal nome altisonante quanto sconosciuto: Excitant. Evviva. Una veloce panoramica della sua schiene ne illustra le potenzialità: completamente ricoperto di punture e punturine. Ciononostante il camerauomo riesce a esibirsi in un paio di trovate delle sue. Al primo posto abbiamo una sorta di danza popolare antica che vorrebbe vedere ripetuta da Odilla in fase di allontanamento. Onde evitare una replica de Le Comiche si decide di lasciar stare.
Al secondo posto abbiamo invece un farfugliamento dei suoi che ci regala un nuovo termine da tramandare ai posteri (e mettere sui poster); nel vano tentativo di mettere assieme le parole non plus e ultra se ne esce con un "Urs plus ultra", ossia una versione enhanced very very bonanza di un orso napoletano. Che è un po' come lo vediamo noi stasera.
Sul cemento del viottolo sotto la luce delle telecamera c'è qualcuno che non ride, lamentandosi del numero di ore di sonno iniquo. Dal momento che nessuno le presta attenzione, la stella si rivolge alla sua procuratrice che in men che non si dica si erge dinanzi al gvr pretendendo il rispetto degli orari come da contratto. E così l'unica pausa sigaretta viene interrotta istantaneamente per riprendere la scena .
Abbiamo già girato tutta la parte iniziale, con bacio e il resto. Rimane un problema dovuto a un'idea azzardata del regista (peraltro bella): far ri-comparire Rox alle mie spalle. Tecnicamente è difficile da realizzare e devo stare immobile come un tocco di marmo sino a quando mi tocca la mano. Il risultato è innaturale ma troveretemo una soluzione. L'altro problema è rappresentato dal fatto che nessuno mi dice la parola "ammicca" così continuo a ripetere le mie battute con in mente ben chiaro l'immagine del Red che mangia il cioccolato, o del Toso a Gardaland se preferite. La mancanza di comunicazione si risolve e riusciamo a chiudere anche questa.
Con una velocità che si direbbe propria dei soli atleti di calibro internazionale, le satine si dileguano trascinando seco anche un amico (Edoardo) venuto giusto per un momento di noia. Odilla si sofferma un istante di più per il saluto poi capisce che non reggerà assolutamente.
Come non reggo io. Salto in auto e come al solito mi sparo questo viaggione con l'occhio a metà tra il chiuso e lo spento, seguendo la strada più a memoria che altro. Per il Skarrthemovie questo e altro, si direbbe. Finché ce regge 'a pompa, aggiungiamo. Alla prox.
PS Ah, il titoletto è figlio del tormentone di oggi in ufficio.
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