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Non è una bella serata di quelle allegre e spensierate, è grigia come il mondo degli spiriti a filtri invertiti. Ma per tutti i lettori cerco di togliere la lente sbagliata dal monocolo.
L'occhio di Chris è un occhio solo, senza possibilità prospettiva e questo occhio arriva sulla scena non troppo presto non troppo tardi per trovare il gvr con Sasha e Nicola amico suo e subito a seguire Antò. Arriva in un momento di musica di ale nella macchina che viene sentita da Nicola a scopo pubblicitario/promozionale. Cerca un posto per pisciare. Poi si scopre all'improvviso che la camera non l'ha presa nessuno ma è evidente che le satine sono in ritardo e possono recuperarla loro - suggerisco. Si potrebbe anche avvisare Arde di tardare, perché è in radio con il gruppo; c'è chi dice sì c'è chi dice no, messaggio lo stesso. Arde arriva subito dopo e dice che è stato inutile come sempre poi va a cagare tra le piante.
C'è un nuovo bambino nel gruppo e cosa c'è di meglio che andare a scandagliarlo, chissamai cosa ne salta fuori. Non l'occhio, l'occhio è più ai margini più intervistatore senza microfono direzionale. Poi arrivano Evento e Rita in momento di tenebra. Poi le Satine con la telecamera. Manca l'orsetto, ancora una volta. Manca l'orsetto, non più tuttofare, rannicchiato nel buio di Milano (la Milano tuttofare). Ah, c'è anche il Palla, questa volta a tempo pieno: ha trovato un buco nella sua agenda fitta di impegni e questa volta gli tocca la parte dell'uomo-pannello, peraltro con maestria dato l'occhio clinico per le luci e i colori.
Vengono altri amici, Sosso e Pippi, reduci da una mobiliata di famiglia (futura) ma sono di passaggio, giusto per prendersi qualche sbraitata dal vertice della piramide e salutano al volo. L'occhio si sistema qua e là senza neanche più il ciak (che è una palla) e senza neanche le luci, dopo un primo tentativo di sistemarle. Evento, riavuto, si mette a stendere sangue con tutto il cuore interrotto solo dallo sbraitare del gvr che vuole iniziare. Siamo in ritardo, come al solito e non c'è proprio nulla da fare: non si riesce a iniziare in orario!
L'occhio sistemato su un traliccio osserva benevolo la comicità di Sasha che si dimena immobile sopra il suo sangue finto come pure Sakuragi; è brutto stare stesi a terra, fanno male le ossa, provare per credere. C'è chi fa ridere e chi fa piangere: Satine si lamenta piuttosto bene, per il freddo e tutto quanto, è brava. E allora l'occhio le indica come devono stare le chiappe. Poi scende e tenta qualche sortita offensiva verso l'auto vicina dell'Arde, contenente il prezioso album fotografico di quando si schioppava a Londra la vj di Mtv (una di quelle effettive, la nostra fatta in casa non ce l'ha fatta, come testimonia il messaggio di dolore inviato dal regista ai quattro venti...). L'intenzione era quella di imitare il suo idolo Tommy Lee nella storia del viaggio di nozze, ma diciamo che non ha osato, per lo meno da quello che si intravede da occhio umano (e da occhiodichris).
Angelo intanto si aggira con la spada tratta mentre la satina manda a fare in culo un po' tutti, telecamera compresa (ma lo sa lei a chi pensare mentre lo fa - e le viene da ridere). Non è che si possa fare molto altro perché la ex-aspirante vj non è ancora tornata, così si punta a qualche altra ripresa dove l'occhio viene strappato al suo ruolo. La satina, Giada e l'amico Sakuragi vengono spediti a casa così come Evento e Rita (che ormai lo chiama allo stesso modo nostro). A proposito, questa sera c'è Giada, non ha problemi e sembra anche abbastanza tonica. Abbastanza.
Rimaniamo in quattro gatti e mi si fa urlare all'inverosimile nei confronti della telecamera contro cui arrivano palle di fuoco, fulmini e sguardi di odio profondo . No, a dire il vero non è proprio così: prima ce la recita in movimento, poi se ne vanno le satine, poi c'è l'urlo finto e i primi piani. Ma alla fine che importanza ha l'ordine? In una serata bigia e spenta sono spento, non vedo luci, né auto, né portatili, né il lampione che va e viene e fa molto strada.
E quando non c'è luce è strano aggirarsi per la strada con addosso degli strani abiti del colore della polvere che si è respirato. Come ci si è finiti lì? Per cosa? Tolti gli abiti il giorno dopo ce ne sono altri, più puliti e la strada non c'è più, ci sono solo le pareti. A sinistra, a destra, dietro e davanti. Le pareti. Che con il monocolo filtrato non fanno differenza.
L'occhio sfuma via dalla serata veloce come l'acqua che scivola via dalle mani.
[bonus track]...la sera si kiude kon la + komika e ombrata delle kiuse...la donna in carriera si avvicina al fioristaregista e gli sussurra nell'orekkio incerumato: "devo portare la satina a letto" il fiorista di sbieko kon la bokka semiaperta a 37 gradi le risponde
come un kenurives kon meno kapelli e + kili,"ank'io la porterei a letto..."
la donna in carriera inkassa x l'ennesima volta,x il bene maggiore, sapendo ke questa vita fatta di proiezoni e riflessi inkontaminati da
okki vitrei di burattini da lunapark da nessuna e nessuno sarà vista e raccontata.
sbagliando però.
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