08/10/2002 - ANCHE GLI ANGELI MANGIANO FAGIOLI - [ Riprese]
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appendice di
   
Come i piccoli ed episodici vedersi/non vedersi che si inseguono alla fine di una storia d'amore, dopo la pumpa magna di sabato ci toccano tutta una seria di piccoli e lancinanti addii. La serata della N1/2 è questa. La nota stonata è il Pallino che si presenta bello bello con il suo nuovo piercing e lascia un attimo prima della fine, sempre allegro. Anche il vecchio Rob interviene, ancora più sporadico. A parte quello c'è poco casino, nella foresta. Può essere che fa piacere, che si lavora meglio e più veloce, può essere che no.
Antò arriva dopo il gvr e Daniele la tigre, ormai ufficialmente microfonista. Poi arrivo io che son lo zio. Questo mi ricorda che Ale fa una battuta del genere, ma dirvi quale è già un'altra impresa. Va bene, siamo lì, siamo pronti, siamo tristi, si può iniziare. Tutto semplice. Arde si piazza a pelle di orso per terra, spalmato bene bene e fa anche fatica a parlare. Non che non ci provi [ti conosco, mascherina]. Però non deve essere bello mischiare la saliva al polvericcio. Quando prova ad alzare la testa gliela facciamo cacciare giu. È in corso questa discussione sui film che hanno fatto piangere. È nata dal fatto che il gvr è andato a vedere Minority Report e si è dovuto inchinare al suo eterno nemico Spielberg. Antò pure condivide ma il Pallino è reticente soprattutto a causa del finale. Da lì al magone per ET il passo è breve, poi c'è il magone per IA e compagnia bella. Arde vorrebbe dire di più ma ha poco pubblico questa sera ed è in una posizione che se arriva una macchina con due che - mettiamo - vogliono infrattarsi gli fanno via le braccia in un colpo solo. Buona la prima, dunque. E dopo un'altra serie interminabile di ciak riusciti a distanza variabile si cambia un pochetto.
Tocca sempre al mastro del male. Si prendono i materassi di Razzetto, si piazzano sotto il suo braccio divelto dal peso della spada e si attende il ciak. Il gomito del tennista potrebbe anche spezzarlo il braccio (la spada non è roba da femminuccie, Arde non si chiuderà in bagno per una settimana e sarà costretto a cambiare le sue abitudini quando vedrà un bel film) ma la voce di Antò arriva come un sollievo: "azione!". Questa è già più difficile, perché deve mimare anche il rinculo con il braccio. Chiuso il discorso, via i materassi, sotto con la camminata. Il cielo ci grazia (l'indomani pioverà) e per ora il nostro Angelo può avanzare ancora senza gli stivali che lo hanno reso imperatore sino al punto pattuito. La frase in latino l'ha già detta (grazie all'aiuto di Spank) ora sono solo gesti e mimica. Il che, per uno che non ama il teatro, è cosa grama. Come niente si incaglia due volte su tre, sbaglia i tempi, si ferma troppo. Ma tutti i nodi giungono al pettine e in una serata a casino ridotto per via endovenosa finisce anche questo strazio.
[mi sento quasi il produttore che fa la spunta del girato]. Il punto successivo è la scena d'amore tra Chris e Angelo. Ripresa laterale, il giornalista corre come un'antilope e prova a prendere la creature celeste che - come disse Vasco - volò via. Effetti speciali effetti speciali, non abbiamo la rampa a molla per saltare la cavallina e nemmeno la gru. Il pachiderma però ha una bella idea: si mette il suo materasso un po' più avanti e lui fa un saltellino che poi verrà esteso all'infinito.
Incredibile dictu, viene bene e non ci ammazziamo nemmeno troppo. Quello che si ammazza o rischia comunque di finire in brandelli è Arde.
Io mi levo, Il Rappucchio ha questa idea della telecamera da sotto con il sacco di escrementi nero che la salta. Ci vuole lo stuntman.
Problemi di budget e compagnia bella, possiamo anche perdere un attore a questo punto della cosa.
Va così che Arde prende la rincorsa e come un cerbiatto spastico si getta sul materasso sotto; va bene che la camera non riesce a fermare la sua faccia ma potete tranquillamente figurarvela scema.
Insomma, nonostante l'adrenalina per il rischio contemporaneo della perdità di Arde e della telecamera, si decide per un trucco da magia del cinema. Arde si pianta diritto e immobile come un faggio, Antò muove la telecamera come solo lui sa fare.
Si macina pellicola che è un piacere, c'è anche il sereno spazio per il the.

Poi inizia la rabbia. Che mi coglie solo, in mezzo alla strada, a guardare da tutte le parti in cerca dell'origine della voce. La voce arriva dappertutto e io grido sempre di più tutto quello che ho in corpo. Vorrei spaccare qualcosa ma non c'è niente. A parte una serie di scatoloni 50 metri più in là, ma toglierebbero continuità alla scena.
Allora me la prendo con il muro vicino e l'asfalto per terra. Sopra le righe? Momento di sfogo. Un po' di animazione nel film non guasta. Nel mentre arriva il Rob con un grande punto di domanda che rimbalza sul capo. Un po' di the anche per lui ma nessuno sembra avere la risposta giusta. Tutti sono troppo distratti dai loro pensieri, dal vuoto. Che Ale ha fotografato un paio di ore prima. Il vuoto è davvero la cosa peggiore. Arde decide di riempirlo con una padella di fagioli alla texana, quindi prendo l'auto con sopra i materassi e andiamo colà a mangiare. Ma i discorsi che saltano fuori sono impostati per forza di cose sui registri della tristezza x cui evito. La nota positiva è che salta fuori un'altra tigre. Il cui brindisi infinito con il bambino è l'ultima cosa che ricordo.