27/07/2001 - TRAGGEDIA - [ Riprese]
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appendice di
   
Siamo ancora nello scantinato, quello che ci ha resi noti al pubblico alla scorsa giornata, quello che ci ha reso cult. E pulp. E fichi, insomma.
Siamo pochini: il gv r che nel frattempo si diletta anche nella scrittura, il sottoscritto che si diletta nel baby-sitting con la parentela, Patrizia che si diletta con la tecnologia offerta dal terziario avanzato. E chi avanza? Gli attori sono al completo, con un Angelo tonico e un Fede pure. Chiudono RobyRoboT, automa dalle inaudite capacità illuminanti e Pallino, ormai libero dal terribile giogo dell'esame universitario sul collo. Ma come? Il Banfa? Non c'è! Evento? Neppure, è in Spagna a suonare di penetrazioni anali e via dicendo. E ANTONIO? AAAARGH, NON C'È ANTONIO!!!
Ale fa mente locale e si ricorda di non averlo confermato via cellu; telefonata lampo, è altrove! Dramma, si deve fare senza di lui e senza il microfono professional, entrambe queste cose gravissime.
Il gv r Raccuzza inizia una mutazione genetica che si rivelerà presto perigliosa assumendo la prima tonalità del violetto, qualcosa che così, a una prima occhiata incautamente tranquilla, non ci fa allarmare nemmeno un po' (errore!).
Io ridacchio in cuor mio felice di aver battuto Antonio nella gloriosa gara per il maggior numero di presenze e pregusto già la mia prossima meta (il gv r, che in qualche modo imbottirò di psicofarmaci…).
Pof! Drammaticamente incerti sul da farsi, propendiamo infine per cercare di salvare la serata e cerchiamo alla bell'e meglio di ripristinare l'illuminazione della volta precedente ma l'assenza di Gigo in questo senso pesa. Il Rappu si improvvisa cameraUomo e nessuno nota che il colorito viola del suo volto prosegue a intensificarsi con una costanza da far impallidire una tumefazione.
Pace, siamo in meno (ancora una volta assente l'attrice principale, che si dice abbia mollato Robert De Niro preferendogli l'attempato - ma scozzese - Sean Connery), si lavorerà meglio.
Abbastanza vero, anche se l'interruzione geniale di Antonio a scopo perfezionistico manca persino ad Angelo suo principale detrattore nella vita (non è vero, dai, non crederete mica a tutto…).
Insomma, ci giriamo, ci voltiamo, abbozziamo due sguardi e due parole sotto le luci infernali che le mie spalle ustionate dalla calda giornata in piscina del dì precedente mal sopportano. Ma si soffre anche per la gloria e dopotutto non siamo qui a giocare.
Si va via filati insomma e nessuno (ancora una volta) nota che la pelle in volto del gv r ha ormai raggiunto tonalità che solo un glicine potrebbe permettersi. L'assenza di Antonio aleggia su di noi come il fantasma formaggino e si comincia a percepire (la pelle di Ale in questo senso si rivela veggente) che qualcosa sta per succedere.
Una dermatite improvvisa dovuta a eccesso di pressione sanguigna costringe il gv r a una decisione: guardiamo e *ascoltiamo* quello che abbiamo fatto. Avete notato la presenza del verbo *ascoltare* all'interno della frase precedente? Bene, mi premeva accertarmene poiché ha particolare rilevanza nel proseguo.
Il gv r Rappu avvia temerariamente la riproduzione del nastro e… silenzio. Tutti in silenzio, tutti immobili, le luci non ronzano, i moscerini non friggono, gli stomaci non brontolano, gli occasionali gatti in amore sparsi nei giardini attigui cessano solennemente qualsiasi attività, i vicini rientrano timorosamente nelle proprie tane tappandosi le orecchie.
Anche il televisorino della Mivar tace.
Già, mentre il nastro va.
La quiete.
Si ode un tuono cupo e lontano, ma non c'è traccia di nuvola all'orizzonte.
Un rapido controllo ai cavi della telecamera e il brontolio rumoroso della perturbazione si fa più vicino. È quasi mezzanotte quando si scatena l'acquazzone. Solo che non viene dal cielo. Il volto del gv r Rappu è insieme viola, grigio e buio come un temporale d'agosto; i più vicini vengono inzuppati dal turbinio di saliva misto a folate di alito acido che giungono dalle sue fauci spalancate in un urlo assordante. La pelle inizia a rapprendersi sudorando in maniera inaudita e dai brufoli che spuntano copiosi si generano curiosi fenomeni di elettrostatica. Partono fulmini ai quattro angoli del set, alcune lumache di passaggio vengono incenerite, il pacemaker di Angelo inizia a dibattersi furiosamente all'interno della sua cassa toracica e si decide di isolarlo prima che sia troppo tardi gettando il temibile spacciatore nella fossa nera del quartiere.
Le batterie interne di RobyRoboT danno problemi di continuità e saltano ma l'automa è veloce e prima ancora di spegnersi riesce ad alimentarsi con la batteria del faro portatile, giusto con l'energia necessaria per fuggire in volo.
Il pugno del Raccu si chiude come un maglio e le scariche convergono tra le dita d'acciaio conferendo nuova energia; i bulbi oculari tentano la via della fuga ma vengono impietosamente trattenuti dalle palpebre mentre il volto inizia un morphing che passando da un curioso stato intermedio (Berlusconi) porta l'essere al suo stadio definitivo, Giovanni Rana.
I presenti sono ormai senza fiato, Roberta pregusta i tortellini alla zucca che ne scaturiranno, mentre il Pallino, dubbioso sulla natura del processo di preparazione e sugli ingredienti, nonché memore degli insegnamenti del forum sul G8 che quotidianamente frequenta, ha un moto di disappunto e prende a correre come impazzito.
Fede, indeciso sul da farsi, manda un ultimo bacio al gv r mutato in omaggio al proprio personaggio, poi esplode. I sopravvissuti osservano un fischio che arriva dal cielo.
L'esplosione mette fine a tutto.

Op, forse sono stato eccessivamente drammatico, in ogni caso la serata è da annoverare come la peggiore, a causa del fatto che siamo costretti a buttare tutto e che il tempo è prezioso, proprio perché siamo in ritardo. Con un po' di saggezza riconosciamo che la serata negativa doveva prima o poi accadere e che è meglio buttarne una che tre. La notte porterà consiglio e tenerezza in formato sogno.
Qualcosa che serve anche a noi, giovani artisti della pellicola ancora acerbi.