05/04/2003 - SIAMO NATI PER CORRERE - [ Incontro]
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appendice di
   
La battaglia inizia coi fucili che si spianano nel mezzo del pomeriggio. Saranno le quattro e mezza secche quando - dopo un reportage fotografico al buon Arde e amica da Non è la Rai - giungo primo assoluto al negozio Mac, sotto la galleria.
Tempo di fare due parole con il maitre del posto e il gvr Agr si presenta fianco a fianco ad Antò il bambino, carichi i due come carrelli della spesa. Gettano tutto e in particolare in mano a me il discoCiccio, con buona parte di ciò che è il film. Delitto!
Vabbé, Rappucchio e mister Mac parlano un po' delle comuni amicizie, il mondo mac è piccolo. C'è una copia di Macworld a fianco del cesso in bagno, pubblicità subdola. Esco, arriva Robbé, usciamo. Il posto è ancora vuoto che è una miseria ma i dintorni sono pieni di macchine come vuole uno schifo di sabato qualsiasi. Perciò il piccolo Antò arriva da diecimila leghe di distanza e mister Mac ci conduce al bar Magenta, quattro sgabelli molto in qui nella città da bere.
Le chiacchiere sono veloci, nervose, sudate, a tirare quelle ore 18 che stanno arrivando come una mannaia. Pagato l'esoso debito (ci pensa Rappu) voliamo alle meta, inseguiti da uno sconosciuto tie fighter ciccione che non ha fiato per prenderci.
Tutti sotto e l'impatto è secco come un martini, e brutto. Mi ero immaginato questo scantinato esplodere, ma ci sono ancora sedie vuote. Ci sono due membri del cast in croce (ma cazzo, siamo quasi arrivati a 50 cani e gatti compresi, dove siete finiti tutti?), ci sono amici e parenti (in sostanza due terzi dei Bukorvi) e qualche interessato extra.
La battaglia sembra quella di Caporetto ma il gvr monta in sella al bianco destriero lo stesso, coraggioso ed emozionato. Antò ha detto che vuole anche lui la sua parte e così mi faccio dire tutte le cazzate possibili circa la telecamera prima che la diretta venga uno schifo. Non è molto dura, in realtà: 90 per cento inquadrature fisse, il resto qualche zoomata e una carrellatina facile facile. Comunque Antò prende il sopravvento dopo e quindi il problema non si pone.
Si scatta qualche immagine qua e là, a un certo punto Ale mi strappa di mano la fotomacchina e da dimostrazione del potere di mac unito alle rete. Gli unici due scemi con il sorriso a 100 denti sono i due bukorvi visibili... ma la foto da un buon estratto del pubblico in sala.
La presentazione del factotum rappucchio prosegue interessante e probabilmente nel cervello della gente si annida la domanda: ma come cazzo ha fatto a fare tutto da solo? Il processo produttivo in effetti sconcerta anche i singoli membri del kast e probabilmente dissuade qualche altro creativo dal provarci. Troppe le variabili in gioco. Affascinante ma quasi impossibile a [ri]farsi.
A un certo punto salta fuori la genesi della scena del bacio; ok le prime riprese, ok il terzo filmato montato, poi parte tutta la scena. La metamorfosi pinocchio mi prende all'inverso e torno a essere un pezzo di legno mentre mi guardo su grande schermo. C'è poca gente - penso - cosa faccio, al cinema della prima, sprofondo? Evviva l'animo e la gota rossa bambini.
Fatto sta che la presentazione si chiude. Ci sono due domande in croce di cui una truccata (Loretta) e poi è presente pure il caro Evento assieme a Rita e al collo di Gil (le satine, invece, come detto, saranno andate al mare). Suggerisco di mostrare, Evento si alza e mostra, mostrandosi anche a suo agio dinanzi alla folla. E spiega il meccanismo del collo e del sangue.
Antò trema e attende dietro alle telecamere le domande che non arrivano. Nessuno è interessato alla regia. La gente è colta da altro oppure è sovraesposta alla luce delle novità e non ha domande. Il povero bimbo rimane deluso, ci sarà di cui rifarsi.
Rappucchio ancora emozionato esce dalla zona calda e riabbraccia il suo mac, che poi sarebbe il protagonista dello spazio. La folla però si stringe attorno e saltano fuori le domande che il silenzio aveva bloccato. Mentre parlo con GianPippo e Tino che cercano di farmi i complimenti intravedo sullo sfondo Camerini, giacca, cravatta e trucco che arriva dal lavoro. Tempismo perfetto. Vabbé, gli vogliamo bene uguale, vedere il film per credere.
Anche la zia del gvr ha il coraggio di farmi i complimenti e se ne vanno. Sbaracchiamo. Fuori, il moschettiere di Monza decide di abbandonare. Scopriamo Emilio troppo tardi e restiamo io in pelle lui arde a far la guardia alle macchine che contengono Skarr. C'è un Peep Show vicino, lui curiosa, poi arrivano i rinforzi.
In auto il percorso verso la decisione è breve: niente Mac Donald's per continuità al pomeriggio (come suggerito da Evento) ma Mac Molli. Obiettivo neanche molto intenso è il concerto di mister Notte in Italia Fossati in piazza del Duomo. O forse non era lui. Bah, ad ogni modo il buon vino e Lindo Ferretti ci cantano su la serata fatta di penne all'arrabbiata, pane in casa e salame. E discussioni e progetti.
Dopo le chiappe al vento sulla scala mobile della stazione centrale, futuro teatro di riprese dei nostri eroi, non c'è il tempo nemmeno per la festa del raccolto leoncavallina; non c'è spazio macchina, le due tipe le salutiamo, fialette di testosterone da arde cercano di seguirle ma non va.

L'aria solita bastarda che conosco da anni 28 o poco meno entra come al solito dal vetro diretta sui peli delle mie gambe. Vorrei stare biotto. E penso alla nostra prima battaglia pubblica persa. Penso al Piave e al Grappa; Caporetto era solo l'inizio. Ho sentito questo Filippo Malatesta dal vivo una volta in culo ai lupi; me lo ricordo male ma Arde me ne parla bene. Ed è finita che ormai lo canto anche io.
Io me ne andrò... siamo nati per correre, dove non so...